lunedì 23 settembre 2019

La nascita della filosofia

La nascita della filosofiaLa nascita della filosofia by Giorgio Colli
My rating: 5 of 5 stars

Negli ultimi due anni ho letto una decina, forse più, di libri che riguardano l'antica Grecia, oltre ad essere stata tre volte in Grecia: Atene, Peloponneso, Creta e Macedonia.
Al termine, mi rimaneva sempre una sensazione di incompletezza, non capivo bene il contenuto ultimo della mentalità di questa civiltà.
Alcuni esempi:
-Perché andavano tutti quanti a Delfi a interrogare la Pizia?
-Perché si facevano sempre la guerra?
-Perché avevano questo forte senso del primato individuale come per i giochi, la musica, il teatro, la retorica, l'arte?
-Come e perché nasce la filosofia?
Io, in quei siti, ho provato a chiedermelo tante volte. Cosa li spingeva a vivere in un contesto sempre così altamente competitivo?
L'ho cercato nei libri, ma ho avuto solo qualche accenno di risposta, mai soddisfacente.

Leggendo questo libretto che, forse, avrei dovuto conoscere prima, senza avere però i riferimenti letterari e iconici che ho adesso, mi si sono chiarite le idee, e molto chiarite, perché non ho trovato in nessun altro testo o contesto, altrettanta limpida giustificazione al loro modo di essere, da Omero in poi.

E quindi, partendo da Apollo interrogato che risponde un po' scocciato dalle frequenti richieste attraverso enigmi, fino alla nascita della "filosofia" con Platone, quello che ci sta dentro è il progressivo alimentarsi di questa smania del primato, dell'essere dalla parte del "sapiente", il più vicino a dio prima, il più persuasivo poi con la retorica.
E tutto il mondo greco ruota intorno al raggiungimento di questi obiettivi vitali, che hanno dato prodotti sublimi.

Una considerazione seria.
Dal profondo della mia ignoranza in filosofia, concordo con l'autore che afferma che la conoscenza, la "sofia" dei sapienti, termina con Socrate.

Una considerazione meno categorica, ma utile.
Mi riconosco in questa massima della Pizia:

"Φρόνησιν ἄσκει" Esegui gli esercizi con prudenza.

Una distorsione o, peggio, una frattura sono sempre in agguato o, nel migliore dei casi, rimarresti indolenzita per giorni.

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