lunedì 26 novembre 2018

Iperconnessi: Perché i ragazzi oggi crescono meno ribelli, più tolleranti, meno felici e del tutto impreparati a diventare adulti

Iperconnessi: Perché i ragazzi oggi crescono meno ribelli, più tolleranti, meno felici e del tutto impreparati a diventare adulti

My rating: 2 of 5 stars

Impressioni contrastanti sull'analisi che l'autrice tenta di fare sull'ultima generazione di adolescenti, definita iGen.
Intanto il libro esordisce nel primo capitolo con una pesante critica dell'uso degli smartphone che, sembra, siano la causa principale della depressione tra ragazzi e ragazze in età evolutiva, come se l'età dell'adolescenza non sia di per sé un fattore di rischio. E, in questa età, lo smartphone è solo uno dei rischi tra i tanti.
Mi sembra che le problematiche siano più complesse e interconnesse di quelle che si vogliono presentare, come quelle di una società individualista, fortemente competitiva, impaurita, iperprotettiva, introflessa e incapace di intervenire su impegni educativi come l'uso delle tecnologie per attività più utili e formative.
La scuola, soprattutto, ha rinunciato fin dall'inizio a farsi carico del problema, perché infastidita, incapace di dare opportunità alternative alle chat superficiali.

I consigli che l'autrice dà, sono quelli di buon senso che ciascun genitore dovrebbe conoscere, soprattutto il rispetto verso sé stessi e gli altri.
Purtroppo, Internet ha svelato la cattiveria latente di tanti adulti, anche con ruoli importanti, che non offrono di certo modelli di buona educazione e i giovani emulano questi modelli, senza essere in grado di controllarli.

Apprezzo il tentativo di analizzare quest'ultima generazione, ma non si va al cuore del problema che riguarda soprattutto il tipo di società che si passa di mano a questi ragazzi. Se i valori di rispetto e convivenza non si ritengono importanti, è difficile che la nuova generazione li assorba e li faccia propri.

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