martedì 11 settembre 2018

Contro la democrazia

Contro la democraziaContro la democrazia by Jason Brennan
My rating: 3 of 5 stars

Tre stelline perché l'organizzazione dei contenuti è piuttosto contorta se non ritorta e, spesso, ripetitiva. Poteva essere strutturato in una forma più semplice dicendo le stesse cose, guadagnando in chiarezza.

Nei contenuti si fa un'analisi macroscopica dell'elettorato nelle democrazie occidentali, suddividendolo in hobbit, hooligan e vulcaniani dove, solo gli ultimi, una stretta minoranza ha conoscenze sufficienti per riuscire ad esprimere una scelta razionale durante il voto.
Degli altri, una massa che vota, quando vota, è più spinta da convinzioni fideistiche che da analisi ragionate.

La conclusione dell'autore è che sarebbe più opportuno pensare a una epistocrazia in modo da essere governati da persone competenti e più razionali anche se, di solito, le organizzazioni degli Stati prevedono già che le azioni governative siano attuate da un gruppo ristretto di persone.

Un altro motivo di critica nei confronti della democrazia è che impone, nel bene e nel male, a sottostare a decisioni che non si condividono, prese a volte da incompetenti che dettano comportamenti, pena una risposta "violenta" dello Stato.
Il concetto democratico si basa più su una eterna lotta, che non sull'obiettivo del raggiungimento del bene comune.

Complessivamente l'analisi dell'autore è condivisibile, basta vedere come si svolgono le campagne elettorali che creano fazioni da stadio (hooligan), con condizioni di contrasto che proseguono oltre e esacerbano gli animi, che lasciano la maggioranza dell'elettorato (hobbit), in una condizione di ignoranza che è rimasta tale nel tempo, perché capire la politica, materia difficile, richiede tempo e fatica.
Le soluzioni che propone, però, non sembrano facilmente realizzabili, come ad esempio sottoporre l'elettorato ad esami per valutare le conoscenze minime dell'organizzazione dello Stato affinché si voti con un po' di cognizione di causa o dare un peso diverso al voto degli elettori in base alle proprie competenze. Esattamente il contrario di "uno vale uno" a cui si fa credere all'elettore di acquisire potere, mentre nei fatti non è così, basti pensare che le cariche di governo non sono elettive.

In conclusione, se la democrazia risulta al momento la forma migliore per governare un paese, non è detto che non possa essere migliorata ma, come detto sopra, basterebbe avere dei governi composti da nuclei epistocratici competenti (non sempre è così) e che all'interno delle istituzioni ci siano validi sistemi di controllo e previsione degli effetti dei provvedimenti legislativi (speriamo sia così).

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