domenica 12 agosto 2018

Contro i bei tempi andati

Contro i bei tempi andati

My rating: 4 of 5 stars

Sembra che anche in Francia ci sia una cospicua porzione di società che vive di nostalgie.
L'autore, scorrendo in termini autobiografici il periodo in cui ha vissuto, ricorda di come era difficile la vita nel secolo scorso, senza le tecnologie che abbiamo ora e che ci facilitano la vita.
Il bersaglio sono soprattutto le nuove tecnologie e i giovani che le usano, impersonate da "Pollicina", l'adolescente standard che spippiola velocemente sulla testiera dello smartphone.

Personalmente ho vissuto molte delle situazioni che Serres mostra ad esempio, tra le quali, quella della carenza delle comunicazioni quando ero giovane. Vivevo infatti in un territorio rurale, lontano anche dalla mia scuola e dalle amicizie. Ogni scambio di informazioni diventava un problema. Ricordo che, per la prima tesi che riguardava i conflitti psichici degli adolescenti, non si trovavano risorse, solo alcune biblioteche lontane avevano pochi testi. Insomma era un mondo limitato.
Ora vivo nello stesso luogo, ma lo scenario è completamente diverso e, devo dire, molto più comodo e stimolante.

Di persone che si lamentano ce ne sono anche in Italia, tante, e scaricano la propria incompetenza, arretratezza e incapacità di vivere il proprio tempo, sulla tecnologia e sui giovani. Non si pongono nemmeno il problema di capire che i tempi stanno cambiando, che cambiano alcuni valori, dimentichi di ciò che hanno vissuto in tempi in cui il loro mondo era molto ristretto e poco comodo.
Ammesso che ci siano abusi degli strumenti tecnologici, questi non fanno altro che mostrarci una realtà che prima non conoscevamo. E pure questo, dal mio punto di vista, è un bene.

Riporto questa citazione che da sempre condivido in pieno, che mi porta alla considerazione che, una generazione l'abbiamo persa, forse anche la seconda, ma piano piano ci si dovrà abituare, consapevoli o meno, al cambiamento. E speriamo che a quel punto i "Brontoloni" non abbiano più argomenti per contrastare l'innovazione.

Sotto sotto, Pollicina non vede l'ora di ripetere il motto di Max Plank, genio quantistico dei tempi moderni, che amava dire: "La scienza non progredisce grazie agli esperimenti e alle teorie della Fisica, ma perché la generazione precedente è andata in pensione". Un balzo in avanti!

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