mercoledì 23 maggio 2018

Educare bellezza e verità

Educare bellezza e verità

My rating: 4 of 5 stars

E' un libro che mette a nudo le finalità dell'educazione che, nel nostro sistema scolastico, sono state sostituite da obiettivi quantitativi, spesso asettici e poco capaci di stimolare stupore e ricerca della conoscenza.
La carrellata storica che fanno i due autori è significativa e denota come l'educazione abbia preso una piega opposta a quella che lo stesso Kant denunciava: [Lo studente] non deve imparare dei pensieri, ma a pensare, non lo si deve portare ma guidare, se si vuole che in seguito sia capace di camminare da solo.
Sembra di ascoltare discorsi moderni ai quali tanti modelli educativi stanno cominciando a porre rimedio. Personalmente ho esempi, sia negli ambienti virtuali, sia fisici: corsi online strutturati in modo che, alle nozioni base seguano progetti creativi, o scuole dove si insegna il pensiero critico già alla primaria, come visto fare in una esperienza Erasmus in Portogallo.
In fondo non dovrebbe essere difficile se solo si avesse il coraggio di abbandonare le prassi abituali di erogazione e restituzione della conoscenza prefabbricata (complice, a mio avviso, anche l'attaccamento nevrotico ai libri di testo).
Molto interessante anche la discussione di Moriggi, già peraltro ampiamente espressa in altre sue opere, su ciò che è "naturale" e "artificiale" e il rapporto con la tecnologia.

Un testo, questo, che dà giustificazione alla possibile revisione del modo di fare educazione e, soprattutto, alle modalità valutative che sono ancora ferme a un'epoca, quella industriale, che sta lasciando il passo a quella della conoscenza.

Una nota sull'edizione digitale. Per caricarlo su kindle (non c'è l'edizione Amazon), ho fatto la conversione, ma L'ePub è costruito male. Il testo non si adatta al dispositivo mantenendo la giustificazione a sinistra e sembra di leggere un brutto .pdf. Pare proprio che alla casa editrice dia fastidio avere clienti moderni. Attenzione perché questo atteggiamento può indurre alcuni a farne copie pirata.

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