lunedì 26 febbraio 2018

Che cos'è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro

Che cos'è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro

My rating: 5 of 5 stars

Dopo Sette brevi lezioni di Fisica e L'ordine del tempo, anche questo libro merita la mia ammirazione per la capacità di questo intellettuale di riuscire così bene a divulgare problematiche complesse.
Non c'è una semplificazione dei concetti, che rimangono impegnativi, ma è l'uso della lingua comune declinata su ambiti specifici, ma non settoriali ed esclusivi, a rendere la lettura fluida e comprensibile.

Il contenuto riguarda soprattutto la filosofia della scienza, delle sue finalità primarie e dei suoi obiettivi, del rapporto e conflitto con le religioni da cui, proprio Anassimandro, iniziò a prendere le distanze; figura questa sottovalutata, ma rivoluzionaria per l'epoca in cui tutti i fenomeni naturali erano ricondotti alla volontà degli dei.
Nel dettaglio, le intuizioni del filosofo greco sono ben sviluppate nei capitoli iniziali, ma i concetti analizzati, al di là dell'impossibilità di portare prove per mancanza delle necessarie conoscenze e tecnologie, rimangono sorprendentemente attuali, più per metodo (o coraggio) che per contenuto.
Nella seconda parte, l'autore fa un'analisi antropologica della nascita e sviluppo delle relazioni tra gli umani e le divinità, intese come costrutti cognitivi necessari alla coesione sociale, così come li descrive ampiamente Harari nei suoi testi.

E' una lettura istruttiva e gradevole, adatta anche agli adolescenti.

La Terra è una sfera che galleggia nel vuoto

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