giovedì 30 novembre 2017

Homo Deus. Breve storia del futuro

Homo Deus: Breve storia del futuro

My rating: 5 of 5 stars

Mi ero riproposta che non avrei mai più letto libri con un numero di pagine superiore a 300. Questo e il precedente di Yuval "Sapiens. Da animali a dèi" li ho divorati. E sono più di 1000 pagine.
Sul primo ho già scritto e, avendo letto questo, ammetto di aver fatto bene a partire da quello perché sono tanti i riferimenti importanti, tanto che la storia narrata si espande o contrae a fisarmonica per trovare nessi, analogie, similitudini e divergenze con i nostri predecessori.
Infatti è riduttivo dire che questa seconda tranche della storia dell'umanità si svolge dal XV secolo, con la rivoluzione umanista, quella illuminista e quelle ultime liberalista e socialista perché, tutto quanto è stato detto in precedenza, serve a comprendere il presente, ma soprattutto immaginare il prossimo futuro. Come dice l'autore, cito a memoria: la storia serve, non tanto a non ripetere errori, quanto a valutare diverse opzioni di scelta. Storia come algoritmo complesso dal quale dobbiamo imparare a migliorare.
Chi come me ha letto di antropologia, genetica, neuroscienze, tecnologia innovativa ecc. trova in queste pagine il condensato ragionato e integrato che ci permette di capire come si potrà evolvere la nostra mentalità, la nostra società in vista di una presa di posizione globale delle intelligenze artificiali.
Ciascun sommario è riduttivo. La complessità, però, è resa di facile comprensione per la capacità dell'autore di raccontare coninvolgendo il lettore che si sente rapito e provocato nella riflessione dalla/e storia/e.
Porto ad esempio quello che dice a proposito della lettura digitale. Noi che usiamo il kindle sappiamo che il sistema cattura ogni comportamento di lettura: le sottolineature, le note, l'avanzamento del numero di pagine, la frequenza di lettura, il nostro commento, e così via. Più in generale stiamo abdicando alla nostra identità, ad un'azione, la lettura di un libro, che fino a poco tempo fa era strettamente privata. Stiamo infatti barattando la nostra privacy con la comodità di avere il libro con un clic.
Ecco, ciò che ci aspetta è proprio questo, gli algoritmi si prenderanno la nostra identità e diventeremo sempre più dei dati da elaborare. Non ultimo, la biologia attualmente dice che siamo degli algoritmi, i nostri geni, l'ambiente e il caso, decidono per noi. Si cominciano a prendere big data anche in questo campo.
Noi umani abbiamo la presunzione di essere l'unica entità con una coscienza (che nessuno sa bene cosa sia e dove si trovi), ma le macchine che costruiamo, ormai più intelligenti di noi, della coscienza non se ne fanno niente, semplicemente perché non serve per acquisire potere computazionale e prendere decisioni.

Scenari inquietanti di cui nessuno riesce a vedere gli sviluppi futuri, anche se, almeno la consapevolezza di ciò che sta accadendo, potrebbe indirizzarci verso scelte che limitino i danni.
L'Homo deus, un cyborg superdotato fisicamente e nell'intelligenza, potrebbe essere l'oggetto di culto di nuove religioni.

Del libro mi sono letta alcune note e ho fatto scorrere la bibliografia dove ho ritrovato alcuni testi letti che trattano di argomenti di cui sopra. Quelli mi sono piaciuti anche se, questa visione olistica li esalta, li mette in relazione con uno stile narrativo estremamente gradevole, ironico, intelligente, acuto direi.
Quindi consiglio vivamente la lettura a tutti.

Posta un commento