martedì 1 marzo 2016

Sei passeggiate nei boschi narrativi: Harvard University, Norton Lectures 1992-93

Sei passeggiate nei boschi narrativi: Harvard University, Norton Lectures, 1992-1993

My rating: 4 of 5 stars

Di Eco ho letto alcuni romanzi, 5 su 7 che, in genere, mi sono piaciuti. Escludendo le bustine di Minerva, non mi sono mai avventurata nella saggistica, non ho interessi specifici, ma mi è capitato di trovare questo libro che ho approcciato con un po' di timore, vista la statura intellettuale dell'autore che traspare anche nei romanzi.
Invece, a parte qualche momento di smarrimento di fronte ad alcune citazioni ed analisi di opere a me totalmente sconosciute, mi sono immersa nella una lettura che è risultata piacevole, a volte divertente.

Delle sei lezioni che propone alla Harvard indirizzate ai lettori di fiction, la quarta "I boschi possibili" è quella che mi ha preso maggiormente. Interessante il discorso sulla credulità degli avvenimenti reali confrontati con quelli della finzione e sintetizzati da questa affermazione che esprime molto bene il concetto generale: In termini epistemologici, non possiamo essere sicuri che gli americani siano andati sulla Luna (mentre siamo sicuri che Flash Gordon è andato sul pianeta Mongo)

In ogni caso tutte le lezioni ci insegnano ad essere lettori più consapevoli, non tanto in termini tecnici, quanto per il riconoscimento della complicità ed interazione che si crea con l'autore, anche se questi parla attraverso la sua opera.

Racconto una curiosità personale: anch'io sono stata una "lettrice pellegrina" di Eco: Nel 1988 mi trovavo a Parigi appena dopo aver letto "Il pendolo di Foucault". Ricordo di aver percorso alcune tappe descritte nel romanzo. La più furtiva fu quella di infilarmi dentro una delle due copie della statua della libertà che ci sono in città, quella dentro il Conservatoire des Arts et Metiers (il museo citato in tutti i libri di Fisica perché conserva i campioni delle unità di misura e, naturalmente, il pendolo), nella cui cavità si era nascosto il protagonista. Ricordo anche una foto da coricata sotto la tour Eiffel per verificare se comparivano davvero i simboli massonici.
Era per me una città nuova e anche per questi simpatici episodi, l'ho amata da subito.

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