sabato 19 dicembre 2015

Il gene egoista: La parte immortale di ogni essere vivente

Il gene egoista: La parte immortale di ogni essere vivente

My rating: 5 of 5 stars

Impresa ardua commentare questo libro. Mi limito a qualche considerazione.
Pensiero importante, condivisibile, non in termini fideistici, ma perché le argomentazioni che porta sono stringenti, credo inconfutabili - non sono una ricercatrice e non posso contestare quanto l'autore afferma-, sono (ero già) però convinta nel profondo che questa sia la teoria che più si avvicina alle mie convinzioni.

Leggendolo, ogni tanto, mi tornava in mente Primo Levi in Il sistema periodico in cui, anche la materia inorganica ha una propria spinta a replicarsi, organizzarsi in funzione della propria sopravvivenza. Tra i due autori, uno etologo, l'altro chimico non trovo questa grande differenza se non che il primo sviluppa il discorso in maniera analitica e circostanziata, per l'altro è autobiografico e sintetico.

Non mi addentro negli argomenti specifici se non quello del capitolo 11, "Memi: i nuovi replicatori", in cui, nelle note, si riassume che ...le molecole di DNA non sono le sole entità che potrebbero costituire la base di un'evoluzione darwiniana. [...] Se i memi che stanno nel cervello sono analoghi ai geni, devono essere strutture cerebrali che si autoreplicano, schemi reali di connessioni neuronali che si ricostituiscono in un cervello dopo l'altro.
Mi si perdoni un'altra citazione, sempre nelle note riferite allo stesso capitolo, che mi sembra calzi alla perfezione per la lettura del contesto attuale; si legge: La fede non può muovere le montagne (sebbene a generazioni di bambini sia stato detto solennemente il contrario). Ma è capace di spingere la gente a tali follie pericolose che a me la fede sembra avere le caratteristiche di una malattia mentale. [...] Keith Henson ha coniato il nome "memeoidi" per definire "le vittime che sono state catturate da un meme al punto che la loro personale sopravvivenza diventa priva di importanza".

Ultimo appunto. Avevo iniziato a leggere "L'orologiaio cieco" di cui pero, nonostante fosse una lettura molto interessante, non ne capivo fino in fondo il senso. In effetti, "Il gene egoista" andava letto prima.

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