sabato 31 ottobre 2015

Niente fila all'Expo


emazib Back home. 65 all'andata, 65 al ritorno; 
un successone #expo2015

E alla fine ci sono andata. Avevo sempre procastinato: troppo impegnata, troppo caldo, troppa fila,…Una collega mi chiede gentilmente di sostituirla nel viaggio di istruzione con un gruppo di studenti, così prendo la palla al balzo.
Partenza alle 7 del mattino con 66 studenti. (Acc.), si presentano in 65. Subito si attivano i telefoni per avere informazioni. Dopo mezz’ora si riesce a sapere che il 66esimo non sta bene e rinuncia. (Avvisare, no?).
OK si parte! L’autista del bus è amabilmente catastrofico: code in tangenziale, file, nebbia, diluvio universale, partenza anticipata rispetto al programma. (Saturazione delirante causa navetta quotidiana Modena - Milano, Milano - Modena da quasi 6 mesi).

OK, noi colleghi ci mettiamo il cuore in pace, si prende quel che viene.

Arrivati. Istruzioni perentorie agli studenti, soprattutto luogo e orario del rientro.

Proviamo ad andare a visitare qualche padiglione. File interminabili. Si rinuncia al quarto tentativo. Decido di mangiare un boccone, un’ora di coda, prezzo doppio. Si fa avanti e indietro percorrendo il decumano.
In fila molta gente anziana, (tornellatori coatti?), studenti.

L’Expo, vista con occhi disinteressati, è la classica città finta (non luogo, più effimero di quello dell’Alberti) così come l’outlet “Città della moda” di Mantova Sud o Eurodisney, ma almeno lì puoi prenotare le attrazioni.

Non entro nel merito del tema alimentazione, non ho visto niente se non i palloni da seduta della Technogym. Carini, anche cari, ma non si mangiano e non risolvono i problemi alimentari del pianeta; forse la lombalgia, forse.


palloni Technogym

Alle tre si decide per una birra e si sta lì fino all’ora dell’appuntamento, che per fortuna arriva presto. Si ricontano per l’ennesima volta i 65, ci sono tutti (se dio vuole), si percorre il viadotto verso il parcheggio bus [pic] e si torna a casa.

Qualcuno degli studenti ha fatto la fila ed è riuscito a visitare qualche padiglione, ad altri abbiamo avuto il pudore di non chiedere.
Dico

Ma se avessi comprato il biglietto d’ingresso (gli insegnanti accompagnatori hanno la gratuità) e quello del treno BO-MI e MI-BO, mi sarei inca**ata? Sì.
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