mercoledì 2 settembre 2015

La sindrome del Samurai


Proprio oggi, pensando all'inizio del nuovo anno scolastico, mi è venuta in mente questa definizione che ho inventato anni fa durante gli esami di Stato. Non ha un'attinenza perfetta come quella più famosa di Stoccolma, ma sul momento mi aveva ricordato l'Hara Kiri, meglio detto Seppuku; insomma il suicidio che i Samurai praticavano per espiare una colpa.

Così, ogni volta che ci si riunisce per prendere visione della documentazione agli atti, e trovando situazioni critiche per merito scolastico, dico ai colleghi che il nostro ruolo principale è quello di educatori, di fare di tutto e di più perché ciascun candidato dia il meglio di sé, sia chi ha menti brillanti, sia chi non è stato baciato da quella fortuna.  
C'è purtroppo una percentuale, anche se minima (2 - 3%), di ragazzi che presentano la "sindrome del Samurai" messa in atto con molto meno onore. Sono:

  • Quelli che non hanno capito il contesto nel quale si trovano. Fanno i gradassi o gli improvvisati da latte alle ginocchia
  • Adducono scuse riguardo la propria impreparazione, in genere scaricando le colpe su altri
  • Non vogliono farsi aiutare, non si fidano
  • Copiano maldestramente
  • Altro...di cui anche tu lettore avrai di certo esperienza

Non entro nel merito dei processi psicologici che scatenano questi comportamenti, guardo il risultato che è un affossarsi da sé, e chi assiste non può far altro che prendere atto della inconsapevolezza, ma a volte anche della consapevolezza data dal disagio di non essere capaci di stare al mondo.
Questo, credo, sia il discrimine inderogabile per licenziare o meno uno studente.

La percentuale della mia statistica tutta personale, fortunatamente è bassa. Rimane comunque addosso una tristezza infinita nel vedere giovani sfioriti prima ancora di sbocciare.

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