martedì 18 agosto 2015

Finzioni

Finzioni

My rating: 5 of 5 stars

L'impatto con gli stili di Borges non è dei più lisci.
All'inizio i racconti della prima parte -Il giardino dai sentieri che si biforcano- sono anche irritanti per le innumerevoli citazioni, che poi si scoprono false, che l'autore propone. Successivamente si intuisce il concetto di "Finzione" basato sulla sua cultura da spavento "che noi umani...". E allora scatta l'ironia o l'umorismo quello di pirandelliana concezione, e tutto diventa più gradevole, creando un legame di complicità con l'autore.
I racconti della seconda parte -Artifici- hanno ancora ogni tanto questa impronta erudita, ma si diversificano per essere più lineari, pur nella totale estraneità sensibile (spazio-tempo) degli eventi.

Indecisa tra 4 e 5 stelline, metto la seconda opzione perché questa raccolta è stata pubblicata negli anni '40 del secolo scorso ed ho trovato, al momento, solo un altro testo che porta talmente fuori dalla realtà da essere paragonato a questo ed è Neuromante di William Gibson che, però, è stato scritto quarant'anni dopo.

Andrebbero riletti entrambi; finzioni che travalicano se stesse, off limits.


View all my reviews
Posta un commento