domenica 26 luglio 2015

L'umorismo

L'umorismo

My rating: 5 of 5 stars

Succede che il collega di lettere fa domande a uno studente su Pirandello citando quest'opera. Avevo già in mente da tempo di leggerla e così questo flash mi ha dato occasione di prenderla in mano.
Mi sono costruita l'ebook e, scorrendo l'indice, ho notato che la II edizione del 1920 è stata ampliata rispetto alla prima del 1908.
Allora, invece che partire dall'inizio, sono andata direttamente alla II parte che si trova a circa il 70% del testo. Successivamente sono tornata indietro, ma il saggio iniziale risulta ad uso prevalente degli addetti ai lavori, anche se all'interno si trovano gli stessi temi molto ben divulgati nello scritto più recente.

Di questa seconda parte l'autore dà, prima in una discussione con Benedetto Croce, poi nell'analisi della figura di Don Abbondio, la definizione di umorismo che, a differenza di sarcasmo, di ironia e soprattutto di comicità, comprende tutta la crisi di valori e di convinzioni caratterizzante i primi del '900.
Di fatto, ciò che mi ha colpito di questa interpretazione è l'empatia laica che questo sostantivo racchiude; la convinzione che ciascuno di noi può trovarsi nelle condizioni di essere inconsapevolmente altre maschere, di cadere nel ridicolo, nella derisione collettiva, essere cioè in balia non solo di forze esterne, ma anche di quelle interne, spesso misconosciute e incontrollabili. Qui i riferimenti alla psicanalisi e alla psicologia analitica sono evidenti. Di importanza fondamentale, quindi, la riflessione e la metariflesione che i fatti della vita devono indurre, per poi collocarli in un contesto così sfuggente e assurdo.

Insomma, dal pretesto dell'umorismo si dipana tutta la tematica di Pirandello che purtroppo conosco solo da riferimenti scolastici - ahimè superficiali -, qualche lettura autonoma di pezzi teatrali e qualche racconto. Un peccato al quale devo porre rimedio e questo testo invoglia ad affrontare la lettura delle sue opere.

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