mercoledì 3 settembre 2014

L'ultimo Pino è come il primo




La devo pur raccontare 'sta cosa tra me e Pino.

Più di trent'anni fa sento la sigla di chiusura di una trasmissione in TV, seconda o terza serata, dove c'è uno che non ho mai visto con una chitarra in mano che passeggia tra le poltrone di un teatro vuoto. Mi chiedo: e questo chi è? Mi piace il suo sound. 
Cantava "I say i' sto ccà" .


Succede che compro il vinile "Nero a metà" che negli anni, al posto del solco aveva collezionato la fossa delle Marianne. 
Le mie figlie si sono sciroppate i precedenti ed i seguenti LP in casa e CD in macchina. Loro sono cresciute con Pino Daniele, io ci sono invecchiata, andando appena possibile ad ascoltare i suoi concerti. Loro lo snobbavano perché bisogna pur contraddire i genitori.
Francesca, la più grande, l'altra sera dopo il concerto dell'Arena, è uscita con  "strepitoso" e, detto da lei che ha almeno tremila CD, è più di un riconoscimento alla mia tenacia educativa. Orgoglio di mamma.
Pino l'ho visto magro da giovane con i capelli lunghi e neri, poi un po' ingrassato coi capelli corti, bianchi e la faccia affaticata. Visto molto da vicino [pic], perché Francesca mi ha accompagnato alle prove e nel backstage. Mai così appriesse a me, nemmeno quando sono salita sul palco a rubargli il plettro caduto a terra.


Poi l'altra sera ha attaccato gli accordi di "Alleria" che è uno dei miei pezzi preferiti, mai sentito live, e così l'ho registrato in duetto con lui, senza fare le prove, e - mioddio - non so cosa pagherei per cantarla davvero insieme a Pino consenziente. Al momento mi accontento. 
Ma non è finita qui.

Alleria


Pino e melamela

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