mercoledì 26 febbraio 2014

Il futuro è sempre esistito

Il futuro è sempre esistitoIl futuro è sempre esistito by Edoardo Poeta
My rating: 5 of 5 stars

Ho scambiato due chiacchiere con l'autore al momento dell'acquisto di questo ebook, rivelandogli la mia doppia aspettativa nella imminente lettura: la prima di curiosità riguardo alla storia dello sviluppo tecnologico che ha portato al web; la seconda sul mio ricordo degli anni, dal '60 in poi, di cui avrei voluto rivivere come una seconda giovinezza alcune sensazioni di stupore di fronte alle sollecitazioni mediatiche, allora presenti, che ci ponevano di fronte al futuro prossimo venturo che era già lì, nelle sue forme utopistiche e distopiche.

Il libro soddisfa ampiamente la prima necessità. Si esplicita in una descrizione dettagliata, ben documentata, sugli intrecci tra aziende, privati, ricerca civile e militare, sulla necessità di creare reti comunicative tali da rendere il mondo più piccolo. L'oggetto che scatena questa rincorsa scientifica è il videotelefono o "picturephone" che non avrà mai successo, ma che sarà il sasso lanciato dalla fionda, le cui onde si propagheranno, a volte arrestandosi, e che produrranno quello che abbiamo adesso: un sistema di comunicazione globale. Come afferma Kevin Kelly, il mondo non era ancora pronto al videotelefono perché non esistevano infrastrutture idonee, oppure, come scrive David Foster Wallace, non era un oggetto necessario, la gente non lo voleva perché troppo invasivo. Sta di fatto che ha dato l'input allo sviluppo elettronico e informatico successivo.
E' fantastico come in Italia si sia avuto un resoconto pubblicato da testate marginali come "Trapani Nuova" ed altre per effetto di una "gola profonda" da oltreoceano, non identificata, della intuizione che nel 2000 avremmo avuto tutti un telefono tascabile, così come lo stiamo usando noi. Ed è andata proprio così.

La seconda aspettativa è stata un piacevolissimo salto nel mio passato. Certo, non conoscevo allora tutti i retroscena della ricerca ma, l'immersione nell'aura tecnologica, vera o di finzione, era totale. Riporto alcuni episodi, quelli per me più forti vissuti da bambina:
- Time Enough at Last (Tempo di leggere), episodio della serie The Twilight Zone (Ai confini della realtà) che, se hai la pazienza di guardare, capisci del perché io sia così innamorata degli ebook e del mio kindle.
-l'e-learning, di cui ho fruito già da Non è mai troppo tardi e continuo imperterrita trovando che, per certi aspetti, sia più funzionale della scuola in presenza.
-A come Andromeda di cui non perdevo una puntata.
-Lo sbarco sulla Luna, visto seduta sul tavolo della cucina.
-La macchina da scrivere Olivetti, prima meccanica, poi elettrica che mi ha sollevato dalla scocciatura della scrittura a mano e, poi, il primo portatile, dove ho iniziato ad usare i primi programmi come "Framework".
Potrei andare avanti nell'elenco, il libro è ricco di riferimenti per quelli che hanno la mia età e si sono lasciati suggestionare, consigliare, dai messaggi impliciti ed espliciti per cui, quando è arrivato Internet, hanno pensato: è proprio questo che mi mancava per completare il quadro.

Scherzando con Edoardo gli ho detto: mi aspetto da questo libro di pagare uno e comprare due. E' stato così.


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