lunedì 6 gennaio 2014

La bocca vorace della TV



Dal qualche giorno sto facendo alcune riflessioni su cosa siano diventati i Social Network.
Lo spunto me l'hanno dato i miei studenti che, nonostante siano persone più che educate e rispettose, si sentono autorizzati ad usare tra di loro questi strumenti -in particolare parlo di What's up- in modo piuttosto invasivo e indisponente, sia nei modi, sia nei contenuti.

Sono state spese ultimamente molte ipotesi sulla migrazione da ambienti pubblici, Facebook, a luoghi virtuali più nascosti, alle quali personalmente do ragione, ma che non mi soddisfano completamente.

La mia ipotesi è che l'ambiente virtuale sia vissuto come avulso dalla realtà e più vicino, invece, ai modelli comportamentali della TV che sono, nelle maggioranza dei casi, finti, di plastica. Gli adolescenti sono particolarmente condizionati da questi schemi e assumono atteggiamenti collettivi nella convinzione, paradossale, che fare le stesse cose, li faccia sentire diversi.

Più in generale ho visto nel tempo, e mi riferisco agli ultimi anni, che l'invasione dei personaggi della TV sui Social Network, non faccia altro che riproporre il proprio modello di sofisticazione della realtà a scapito della necessità comunicativa spontanea e civile fra le persone. Questo non è un bene, soprattutto perché questi messaggi hanno una risonanza e una diffusione dirompente. Parlavo giusto in questi giorni con amici del caso di Lucio Soffiati, persona conosciuta perché compaesano, che riceve 14.000 like in un giorno su Youtube, per i suoi video non proprio educativi.

Poi ci sono gli adulti che si permettono di offendere impunemente, sempre emulando comportamenti che arrivano da personaggi della TV che prima è stata utilizzata a piene mani, poi rinnegata, ma di cui si sfruttano i privilegi comunicativi e di audience.

Non vorrei che la rete si stesse facendo fagocitare dalla TV.

Un inciso.

Riporto qui sotto una risposta, ancora parziale per numero di unità, ad un questionario che ha preparato una mia classe quinta sull'uso della rete da parte dei teen. I dati fanno riflettere.





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