martedì 28 gennaio 2014

Ka

Ka

My rating: 4 of 5 stars

Mi ero riproposta di rileggere questo libro fra qualche anno. Invece è arrivato in ebook con un daily deal e non ho resistito all'anticipazione.
Di cosa parla sta scritto nella quarta.
Alla fine della lettura, però, non ci si ricorda quasi più niente tanti sono i nomi a cui si cerca di dare una connotazione che poi diventa un'altra cosa rispetto all'immagine che ci si era creati. Un dio è anche umano, ma ha sembianze animali e poi ti accorgi che ha il nome di una costellazione. Cosmogonia, guerre, amori, metamorfosi, nomi che cambiano, rappresentazioni fantasiose e concettualmente efficaci, ecc. Ce ne sono troppi, ma non è colpa dell'autore.
Consiglio di riferirsi al glossario in coda al testo che non è però linkato nell'edizione digitale. Ho poi trovato nel testo cartaceo una fotocopia, presa dalla rivista "Specchio", della mappa dell'Olimpo indiano che mi ha aiutato a ricostruire almeno l'albero genealogico delle trentatre divinità principali.
Sempre nelle ultime pagine c'è una breve guida alla pronuncia dei termini in sanscrito.

Comunque, tutte le vicende narrate dai Rg Veda, dagli Upanishad e Mahabharata, che Calasso riassume e a volte commenta, corrispondono al 60% del testo e servono a capire l'avvento del settimo avatara: il Buddha, con il suo atteggiamento di distacco dalle vicende delle divinità precedenti, che focalizza la propria filosofia sul nirvana (estinzione), anziché sul tapas (ardore). E' questa la parte più fruibile e intensa ed è quella che mi è forse più vicina, anche se non del tutto comprensibile in certe affermazioni, ma è un altro mondo.

Andava riletto perché la volta precedente era successo dopo "Le nozze di Cadmo e Armonia" e, invece, questa volta ho invertito la sequenza. Cercherò, quindi, analogie e diversità.

Due parole sullo stile che non è per niente fluido, sia per i termini originali inseriti, sia per una punteggiatura sincopata. Spesso si deve tornare a rileggere il periodo perché ci si perde facilmente.

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