sabato 18 gennaio 2014

Alessandro e la suora


Alessandro era molto abile a descrivere le vicende e la psicologia dei personaggi del suo famoso romanzo. Tutti conosciamo il capitolo dove si racconta la sventurata biografia di Gertrude, educata (plagiata) fin da piccola al convento, a cui vine imposta una vita che non ha scelto, alla quale lei si ribella seguendo normali pulsioni che saranno poi analizzate da Freud, una cinquantina di anni dopo, nei suoi primi casi clinici di pazienti definite "isteriche" solo perché represse.
Ma ancora, Alessandro ci fa capire che non era facile vivere nemmeno per chi era destinata al matrimonio. Lucia deve subire le angherie di Don Rodrigo che avanza il diritto di ius primae noctis, perché le persone sono proprietà come le terre, i palazzi, gli animali.

Ieri, Venerdì 17, è stata una giornata infausta:

  • per la stampa, per la televisione nel dare la notizia della suora di Rieti che, non accortasi della gravidanza, ha inaspettatamente partorito un bambino;
  • per tutti quelli che hanno fatto sarcasmo gratuito sulla vicenda tirando dentro lo spirito santo e la monaca di Monza;
  • per il clero che si è subito preoccupato di comunicare che la "sventurata" sarebbe stata allontanata dal convento. -Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il papa-.
Io ho visto le suore filippine che da qualche anno rimpolpano i conventi italiani. Sono poco più che adolescenti, forse indotte o obbligate a recarsi ali antipodi per avere una condizione di vita almeno accettabile. Forse totalmente all'oscuro di quelle che sono le conseguenze biologiche di una atto sessuale e che la psiche rifiuta perché non capisce. Forse quell'atto è stato anche subito, perché di Don Rodrigo in giro ce ne sono ancora molti, sia tra i laici, sia nel clero.

E della fortuna che abbiamo avuto noi, anche solo quella di aver letto quello che Alessandro ci ha lasciato in eredità, vorrei che almeno un po' andasse a quella donna e al suo bambino.



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