domenica 15 dicembre 2013

Okay Glass

Okay Glass

My rating: 5 of 5 stars

Sintetica ma chiara ed esaustiva questa panoramica sul nuovo dispositivo di Google che, una volta indossato, ci lascia le mani libere, permette di interagire con la voce o un movimento del corpo. Integra quella "convergenza" verso cui la tecnologia ha sempre puntato..., ma si avvicina al nostro corpo come non era mai avvenuto arrivando quasi a diventarne una parte.

Ci saranno di certo vantaggi nel loro uso relativi alla comunicazione immediata e alla didattica (es. il chirurgo che opera e che chiede un consulto), alla sostituzione percettiva di disabilità o carenze cognitive, ma il loro utilizzo diffuso comporta anche diverse aree di invasività.

La prima la individuo proprio nella capacità che ha questo dispositivo di entrare in contatto diretto con il nostro cervello, anche se la sua allocazione rimane extra cutanea. Gli occhi, infatti, non sono solo un recettore sensitivo, bensì parte stretta del Sistema Nervoso centrale, così come ricordavo dai miei studi e come conferma Wikipedia: nervo ottico. E' un po' come se questi occhiali fossero già dentro la nostra testa. Diventano di fatto una protesi aumentata nelle capacità percettive del nostro prolungamento encefalico verso l'esterno, quali sono gli occhi. Una integrazione efficace, ormai strutturale tra fisico e virtuale, ma che comporta notevoli responsabilità.

La seconda riguarda il grado di invasione della nostra e altrui privacy. Chiunque può riprendere video e condividere e, se nella prefazione Giuseppe Granieri parla di necessità educativa, nella realtà sappiamo che questa comporterebbe un intervento titanico, probabilmente poco efficace, (ho l'immagine della casalinga di Voghera, signora mediamente educata, che curiosa spostando la tendina della finestra o mentre origlia nell'appartamento dei vicini).

Si tratta di trovare allora codici comportamentali condivisi dell'uso dei Google Glass, ma anche di altri dispositivi simili prodotti da altre molte aziende in tutto il mondo, che presto invaderanno il mercato planetario. Dovrebbero essere infatti queste a porre dei limiti, ma già da adesso, tutto si annuncia come un grande colabrodo.

Prepariamoci a vederne di belle.



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