venerdì 13 dicembre 2013

Il senso di una fine

Il senso di una fine

My rating: 5 of 5 stars

E' questo un romanzo che ha due facce: la prima quella dello stile narrativo fluido che si legge scorrendo i fatti della vita dei personaggi, prima nell'adolescenza e poi dopo aver superato la vita attiva dentro la quale ciascuno ha scelto di vivere (o non vivere), seguendo un proprio senso, più o meno consapevole.

La seconda è la densità delle riflessioni che il protagonista Anthony, a distanza di quarant'anni, fa con quanto è successo nella fase giovanile; rivede alcune persone, legge alcuni scritti che gli fanno percepire il riaffiorarsi nella memoria ricordi diversi da quelli che lo avevano accompagnato fin lì. Tutto risulta inquietante: i fatti, le scoperte, le colpe, le responsabilità, le scelte e le non scelte.

Uno dei temi impliciti, che sono appena sfiorati dall'autore, è quello della violazione; ed è proprio su questo che, a differenza delle riflessioni filosofiche esistenziali di uno dei personaggi, si è fermata la mia attenzione, come se proprio la violazione, fisica o psicologica, fosse la causa e il motore principale di tutto ciò che è successo.

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