martedì 22 ottobre 2013

Troppa felicità

Troppa felicità

My rating: 5 of 5 stars

Questa Signora ha appena vinto il Nobel. Rimango sconcertata di fronte ai criteri di attribuzione del premio, non perché la Munro non lo meriti, ma, santo cielo, non potevano aggiudicarlo qualche anno fa in modo che potesse andarlo a ritirare? Una ha una soddisfazione nella vita, le sventolano la pergamena sotto il naso e non riesce nemmeno a godersi la festa? Mi sembra che in tutto questo ci sia una punta di cinismo. No?

Entriamo nel merito dell'opera. Questa raccolta è una delle ultime, del 2009, pubblicata in Italia nel 2011. Prende il titolo dall'ultimo racconto, un frammento della biografia della matematica Sophia Kovalevski. Ben raccontata, ma niente di eccezionale.
Gli altri racconti, invece, sono porzioni di vite apparentemente normali, iniziano con i personaggi che fanno alcune cose e, a un certo punto, finiscono e non finiscono e tu dici: beh?

Poi cominciano a ronzare e a ronzare e si materializzano disagi più o meno accentuati, spaccati di psicologia apparentemente innocua che si trasforma in psicosi, astio, intolleranza, pregiudizio, visioni, inibizioni e complicità.

Davvero molto brava a lasciare il lettore nel limbo tra l'assurdo e il plausibile. E alla fine è tutto plausibile. Forse l'unica testimonianza letteraria che ho incontrato in cui la finzione supera la realtà, tanto da diventare più vera del reale. Complimenti.

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