giovedì 24 ottobre 2013

Smart Knowledge Working

Smart Knowledge Working

My rating: 4 of 5 stars

Come nella tradizione anche questo 40k unofficial dà in sintesi una panoramica a tutto tondo sul futuro prossimo venturo. Qui si parla di lavoro, di come si sta organizzando nella realtà e di come, purtroppo, le istituzioni siano fortemente in ritardo ed ancora miopi rispetto alla soluzione di alcuni nodi cruciali affinché si possa entrare in una dimensione produttiva più vicina alle esigenze del nostro secolo, che al contempo garantisca e valorizzi queste nuove forme di organizzazione professionale.
All'ultimo romagnacamp, un amico di Ravenna, ha presentato la propria esperienza che va in questa direzione. Ti consiglio di dare un'occhiata alle sue slide.

L'autore fa anche riferimenti alla scuola. Cito: La china che ha preso il nostro sistema educativo è invece diversa e nelle scuole assistiamo a una dilagante iper-regolamentazione basata sui divieti. Ecco, è proprio così, invece di progredire verso l'apertura, si sta facendo di tutto per intralciare il nuovo che avanza. Non basta riempire pagine di giornali con intenti innovativi se poi, manca l'impianto strutturale e culturale perché attecchisca la prassi innovativa.
Sui lavoratori della conoscenza: gli insegnanti sono abituati al telelavoro, a fronte di ore in presenza con gli studenti, svolgono a casa propria altrettante, se non di più, incombenze accessorie al lavoro in classe. Le ultime dichiarazioni dell'ex premier Monti, sono state ancora improntate sull'ormai obsoleto concetto di ore lavoro e non di obiettivi raggiunti, facendo passare questa eccezione di organizzazione del lavoro, come privilegio. Se un privilegio c'è, rispetto a categorie lavorative emergenti, è quello che a fine mese danno un magro stipendio.

La sollecitazione di Iacono ad intervenire al più presto per risolvere alcune delle questioni formali ed organizzative mi sembra utopistica, non nel contenuto che condivido, ma nella constatazione che ci sono ancora troppi ostacoli e, come per il superamento del digital divide, il nostro paese si è già perso una generazione e non vedo come questi altri problemi possano essere risolti a breve.

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