giovedì 3 ottobre 2013

I barbari. Saggio sulla mutazione

I barbari. Saggio sulla mutazione

My rating: 5 of 5 stars

Mio grande errore di valutazione. Come ho potuto non leggere prima questo libro? Ho snobbato Baricco ed ho fatto molto male. Ben mi sta.

Questo è un saggio illuminante nell'analisi della mutazione in atto, del conflitto che vede l'individuo romantico borghese, monsieur Bertin, combattere contro il mutante, il surfista. Le squadre in campo che giocano la partita, meglio, il campionato, sono: la superficie contro la profondità; la velocità contro la riflessione, le sequenze contro le analisi, il surfing contro l'approfondimento, la comunicazione contro l'espressione, il multitasking contro la specializzazione, il piacere contro la fatica. Sono partite molto dure, giocate con estremo agonismo in cui chi detta lo le strategie di gioco sono i mutanti e a cui i romantici non possono far altro che adattarsi per non essere travolti. Cosa rischiamo di perdere tutti? L'anima, ma quel concetto di anima costruito in un epoca che si è già espressa nelle sue positività, ma anche nelle negatività. Ti lascio alla lettura integrale che è gradevole, ironica, ricca di metafore esplicative, come quella del vino, del calcio, della musica che ti fanno anche capire che, fare resistenza ad oltranza comporta un dispendio energetico immane; meglio adattarsi cercando di capire.

Sull'educazione, conflitto che mi vede protagonista, ecco qualche citazione:
1 - La scuola sta dalla parte della civiltà, la televisione dalla parte della barbarie...allora penso si possa dire serenamente che a scuola si insegnano i principi della civiltà di monsieur Bertin e alla e alla televisione domina l'ideologia del surfer.
Continuando:
2 - Cosa se ne può concludere? Innanzitutto che siamo gente schizofrenica, che al mattino ragiona come Hegel e dopo pranzo si muta in pesce con le branchie. Cosa che non finisce di affascinarmi.
Sul mutante:
3 - E' una singolare specie di anfibi mentali, o quel che vivono al mattino lo vivono trattenendo il fiato, in una sorta di ipnosi rinunciataria? Oppure, al contrario: sono vivi solo al mattino, e il pomeriggio si fanno frullare da un sistema luccicante di cui sono vittime più che protagonisti?

Belle questioni alle quali chi come me, se non proprio le branchie formate ha un accenno di mutazione funzionale dietro le orecchie, prova a dare qualche risposta cavalcando le onde. Allargando il campo, per capire il tempo che stiamo vivendo.


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