giovedì 25 luglio 2013

Sono contrario alle emozioni

Sono contrario alle emozioni

My rating: 4 of 5 stars

E ci credo che sia contrario!
Vincenzo il protagonista è in analisi, un po' perché è stato piantato dalla sua donna, e questo gli provoca una serie di emozioni negative dalle quali non riesce a schiodarsi, un po', invece, perché è tendenzialmente uno che sa analizzare ogni singola situazione che gli capita dal versante emozionale, però non sa affrontarla, ma solo subirla.
Ecco, non pensare che dica: adesso sono triste, adesso sono malinconico, adesso sono ironico ecc. ecc. No. Ogni situazione è un caleidoscopio dove si sovrappongono tante forme della durata di qualche attimo, dei flash presto scalzati da una nuova vampata emotiva che può essere o meno conseguenza delle precedenti.

Una delle variabili per cui De Silva riesce bene ad esplicitare questi stati d'animo è, a mio avviso, quella abilità tutta partenopea - e mi torna in mente il Tony Pagoda di Sorrentino- che sa descrivere il controllo di sé che sfugge, ma che poi improvvisamente viene riacchiappato in un impeto di coscienza, come se si stessero rincorrendo bolle di sapone.

Di fatto le sedute di analisi servono a poco, Vincenzo tiene tutto per sé o, meglio, regala il suo disagio al lettore che diventa il suo analista temporaneo. Ma il lettore, o la lettrice, può solo prendere atto e riconoscersi, se abbastanza sensibile, in questa macedonia neuro-ormonale, indistinta e caotica.

Il romanzo è organizzato in brevi brani con alcune chicche di apprezzabile profondità. Sempre scorrevole, spesso divertente.

Un discorso a parte va fatto per gli inserimenti relativi all'analisi socio-antropologica delle canzoni di Raffaella Carrà: Rumore, Forte Forte Forte, Tanti auguri, Chissà se va, quest'ultima in parallelo con Vita spericolata di Vasco Rossi, esaminate come raptus emozionale collettivo.
Queste non te le devi assolutamente perdere.



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