giovedì 18 aprile 2013

Nemesi

NemesiNemesi by Philip Roth
My rating: 5 of 5 stars

Primo romanzo che leggo di Roth.
L'argomento è un'epidemia di poliomielite che si diffonde tra i ragazzini che frequentano un campo estivo, nel 1944, quando ancora non esisteva il vaccino. Protagonista è un insegnante di Educazione Fisica che rappresenta salute, dinamicità, attenzione educativa, ma le cui vicende personali, anche legate agli eventi contingenti, saranno segnate in maniera indelebile.

Il tema concettuale del libro è, però, il rapporto con il Dio ebreo il cui ruolo è messo in discussione, fino a rappresentarlo come diabolico e lontano dalla pur minima compassione verso ciò che sta accadendo al suo popolo, agisce casualmente senza giustizia o nemesi.
A differenza di altre situazioni narrative in cui compare il tema della colpa, e mi riferisco in particolare al cinema di Woody Allen, dove quella è riassorbita e neutralizzata dagli alibi che di volta in volta scagionano i colpevoli, l'indifferenza divina percepita dal protagonista gli ricade addosso come un macigno ed egli si accolla tutta la responsabilità di ciò che accade a sè e agli altri.

Roth scrive e descrive con impareggiabile fluidità e capacità psicologica introspettiva la personalità in evoluzione del personaggio, con passaggi alterni, dall'infanzia dura alla morbidezza della scoperta dell'amore, fino alla chiusura coriacea del seguito.

Flash: leggendo il libro mi sono tornati in mente i poster affissi nella mia scuola elementare che ritraevano ragazzini/e con tutori alle gambe e in cui si invitava alla vaccinazione contro la poliomielite. Cercavo di evitare di guardarli perché mi suscitavano raccapriccio.
Adesso che ho letto questo libro, il cui protagonista faceva il mio stesso lavoro, realizzo che per tanti sopravvissuti a questa malattia così devastante, la vita deve essere stata un vero inferno terreno.

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