martedì 2 aprile 2013

Il mistero della percezione del tempo

Il mistero della percezione del tempo

My rating: 3 of 5 stars

Bilancio in pareggio per questo libro che oscilla tra giudizi negativi e positivi.

I primi riguardano la forma: è troppo lungo, le stesse cose potevano esser dette in meno spazio, meno ripetizioni. Dal momento che l'autrice porta dei casi "clinici", sarebbe stato opportuno che fossero stati analizzati globalmente esplicitando tutte le condizioni di distorsione del tempo che il soggetto di esempio subiva in quel particolare contesto. I continui richiami e rimandi hanno reso la narrazione a volte prolissa e quindi noiosa.

Di positivo c'è il contenuto che si basa sulla stretta correlazione tra la percezione soggettiva del tempo, l'emozione e la memoria, con l'apprezzabile tentativo di dare giustificazione scientifica di natura organica -studi di neuroscienze sui meccanismi di controllo dello scorrere del tempo da parte del S.N.- e psicologica con ricerche fatte su campioni di individui messi nelle condizioni di percepire un'accelerazione o un rallentamento del tempo in riferimento ad avvenimenti passati o proiezioni sul proprio futuro.

Solo nel capitolo finale fatto di una sintesi di otto punti, l'autrice dà indicazioni concrete su come gestire meglio la percezione del tempo, non tanto per un discorso di mera efficienza, quanto per una consapevolezza di come alcune attività o situazioni determinino distorsioni temporali. La Hammond propone alcuni semplici esercizi, accorgimenti e consigli per un riequilibrio tra le intro ed esterocezioni e immagini del proprio passato, presente e futuro.

Sparsi nel testo ci sono alcuni riferimenti al senso del tempo dei bambini normodotati e con problemi, interessanti in campo educativo.



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