mercoledì 3 aprile 2013

I book blog - Editoria e lavoro culturale

I book blog. Editoria e lavoro culturale

My rating: 4 of 5 stars

Letto volentieri questo di eFFe che ho avuto il piacere di conoscere sia online, sia di persona: ragazzo simpatico, festoso e, come si può immaginare, appassionato di libri.

eFFe in queste poche pagine che si leggono di volata, ci racconta un paio di cose, la prima riguarda un discorso sui book blog come si evince dal titolo, la seconda, invece, narra di come ha deciso, dopo un paio di tentativi non riusciti presso editori, di pubblicare questo libro in selfpublishing.

Vado nell'ordine partendo dalla prima parte, in particolare sulla accorata ed un tantino romantica richiesta dell'autore di fare chiarezza sul ruolo che hanno alcuni blogger che propongono recensioni di libri, circa la commistione che hanno con le case editrici e che determina confusione nel ruolo degli stessi: sono dilettanti? Sono professionisti che si prestano gratuitamente? Sono professionisti retribuiti? Queste diverse modalità di porsi in rete può generare nei lettori false aspettative?
Vi lascio alla lettura dei punti di un codice deontologico essenziale per rendere più trasparenti questi rapporti che dovrebbero salvaguardare, sia la fiducia di chi frequenta i lit-blog, sia le esigenze di natura commerciale e pubblicistica che le aziende editoriali hanno come obiettivo per il loro business.


Considerazioni personali. Io leggo libri e ne scrivo sul mio blog. Le mie non sono recensioni, ma appunti a caldo, prive di qualsivoglia velleità intellettuale. Non è quello del critico letterario il mio lavoro, faccio altro. Ho frequentato occasionalmente i blog citati, ma non mi trovo a mio agio. Capisco che chi si senta preparato abbia necessità di esprimersi con un linguaggio forbito, curato, preciso, con riferimenti particolari e dettagliati, ma a me non interessa chi mi spiega un libro in questo modo. Preferisco prima leggerlo, dare la mia interpretazione e la mia opinione e poi andare su goodreads e scorrere quello che hanno scritto altri come me che non lo fanno per mestiere, ma per hobby. Inoltre, sono abbastanza selettiva; chi scrive più di venti righe per un testo di duecento pagine, con tutta probabilità si sta parlando addosso, quindi lo escludo. Per questi motivi concordo con eFFe almeno sulla chiarezza dei ruoli, con tutta la tolleranza possibile perché su un blog ciascuno può scrivere ciò che vuole secondo le proprie necessità.

La seconda parte mi accomuna all'autore per alcuni sentimenti che ho provato nella pubblicazione del mio ebook, con una cronicità inversa, nel senso che l'avevo già pronto per il selfpublishing in perfetto DIY, ma mi è venuta voglia di proporlo ad un editore che l'ha accettato e pubblicato. Ero incuriosita da quali potessero essere le prassi editoriali e, siccome quello di scrivere un libro non è per me un'abitudine, mi sono detta: o adesso o mai più. 

Anch'io ho incontrato alcune rigidità alle quali mi sono in parte adeguata, in parte no. Quella che mi ha infastidito di più, come per eFFe, è stato proprio sfoderare, mostrare potere, anziché negoziare con il dialogo. Poi tutto è andato bene comunque, ma l'attrito si poteva evitare.


Tornando all'esperienza raccontata da eFFe, sembra che si sia convertito definitivamente al selpublishing che descrive come un momento di forte collaborazione tra competenze diverse e, a questo proposito, elenca brevemente i passaggi che si devono seguire per questa modalità di pubblicazione.
Chi volesse provare si accomodi, può trovare gente disponibile a costi del tutto abbordabili.

P.S. Sono andata un po' oltre la mia lunghezza standard e in effetti mi sono parlata un po' addosso. Me ne scuso ;)


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