martedì 12 marzo 2013

Storia e pedagogia nei media

Storia e pedagogia nei media

My rating: 5 of 5 stars

Sono stata incuriosita dal titolo di cui i due autori danno nell'introduzione ampia giustificazione, ad indicare come la didattica sia condizionata dai media in uso nei vari periodi storici.
Questo ebook dà una visione complessiva delle modificazioni antropologiche, culturali individuali e sociali determinate dall'introduzione delle cosiddette cornici comunicative, passando successivamente dall'oralità, alla scrittura, alla stampa, all'audiovisione fino alla rete.
Quest'analisi non si limita a definirne i paradigmi, ma ne considera le sovrapposizioni e le integrazioni che ogni volta rendono il quadro sempre più complesso e multiforme, favorendo processi comunicativi sempre più ampi e diffusi, ma anche causando nodi di criticità.

Le diverse cornici hanno determinato, nel tempo, metodologie didattiche specifiche dove gli strumenti stessi sono diventati via via la fonte autorevole sui quali basare l'intervento pedagogico. Purtroppo, nonostante l'ampia diffusione mondiale della cornice audiovisiva e, ultima, quella della rete, la scuola non è ancora riuscita ad integrare quanto di informale e di connettivo scaturisce prepotentemente da questi media, divaricando ancora di più la forbice tra ciò che sta dentro la scuola e ciò che sta fuori. Ed è proprio nell'ultimo capitolo che Maragliano e Pireddu, con un'attenta sintesi che attinge dalle teorie ormai condivise da chi studia il fenomeno, invitano ad aprirsi alla conoscenza dei processi individuali, collettivi e connettivi che avvengono con l'utilizzo di questi media.

Personalmente concordo con tutto quanto e ritrovo nei loro discorsi pensieri che anch'io ho espresso quasi con le stesse parole, a dimostrazione che c'è ormai un sentire comune, una definizione piuttosto chiara anche se ancora aperta sull'argomento della didattica che sta venendo avanti e che necessariamente dovrà sostituire quella che si basa, in prevalenza, sulla cornice del medium stampa. In caso contrario lo scollamento tra la scuola e il reale sarà frustrante per operatori ed utenza, nonché fallimentare.



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