martedì 31 luglio 2012

Tony Pagoda e i suoi amici

Tony Pagoda e i suoi amici

My rating: 5 of 5 stars

Ero perplessa perché pensavo che non si sarebbe ripetuta la magia di Hanno tutti ragione. Invece anche questo libro stupisce per la saggezza di Tony Pagoda che da vecchio, così come l'abbiamo lasciato nel precedente romanzo, incontra personaggi dello spettacolo mettendo a nudo le ipocrisie e i falsi miraggi della popolarità.

Un paio di eccezioni: la mamma, burlona, e l'amico Maurizio Ricci sul quale Sorrentino-Pagoda si diletta ad elucubrare oltre la saggezza, in viaggioni esistenziali estremi quasi incomprensibili sulla necessità della risata. Ma il messaggio alla fine è chiaro.

Ne è valsa la pena, avrei aspettato un prezzo più accessibile ma ho avuto la fortuna di comprarlo nell'unica giornata in cui era in offerta speciale! Ottimo tempismo ;)


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giovedì 26 luglio 2012

Il superuovo

Il superuovoIl superuovo by Viola Di Grado
My rating: 4 of 5 stars

Il racconto è dell genere erotico surreale. Originale l'idea di questo uovo-totem che incide tracce indelebili a chi si lascia possedere; quasi una metafora della maternità.

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lunedì 23 luglio 2012

Dialogo immaginario con Jaques Lacan

Dialogo immaginario con Jaques LacanDialogo immaginario con Jaques Lacan by Gabriella Ripa di Meana
My rating: 4 of 5 stars

Sembra che la psicanalisi stia subendo attacchi dalle scienze che pretendono di guarire dal "male di vivere" con protocolli che anziché scavare nella complessità della condizione umana di fronte alle contraddizioni del ciò che si è contro il ciò che si vorrebbe essere, diano soluzioni palliative che, essendo in linea con le aspettative di rapido ritrovato benessere, non permettono al soggetto di imparare a convivere ed eventualmente superare i propri conflitti, frustrazioni, disagi.

Anche se non si hanno cognizioni approfondite delle teorie freudiane -personalmente affrontate in qualche esame universitario - questo testo permette di chiarire, nella forma di dialogo tra un analista e Lacan, quali siano i presupposti che fanno sì che la psicanalisi sia una disciplina tutt'altro che sorpassata, anzi, ancora più attuale ed urgente per la condizione contingente che impone la modernità.

Come non condividere questa affermazione: [quello analitico]E' un lavoro di élite, se per élite s'intendono colei o colui che possono sopportare la propria unicità.

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sabato 21 luglio 2012

Sta uscendo il sole e chi l'ha uscendo sei tu

Sta uscendo il sole e chi l'ha uscendo sei tuSta uscendo il sole e chi l'ha uscendo sei tu by Azael
My rating: 5 of 5 stars

Mi è piaciuto, che altro devo dire? Ecco: irriverente q.b.
Una chicca? il grembo m'ha sempre dato l'idea di una cosa un sacco comoda

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venerdì 20 luglio 2012

Salento 2012

 

Al ristorante il cameriere: "Signòra, tutta sòla?"
Io: "Lei al mio posto sarebbe rimasto a casa?" :)

Gita al faro

Gita al faro

My rating: 4 of 5 stars

Delle tre parti che compongono "Gita al faro", la prima, "La finestra", è quella dove la Woolf riesce magnificamente ad esprimere il flusso (e riflusso) di coscienza dando voce alla Signora Ramsay.

Sembra che la protagonista prenda ella stessa forma e funzione del faro e i suoi pensieri, così alterni nel contenuto, assomigliano proprio alla luce, improvvisa e abbagliante ma altrettanto rapida a sparire nelle tenebre, di quella che compie la lanterna di segnalazione nel suo ritmare notturno.
Il codice unico che comunica la identificano con precisione.
Per gli altri personaggi, invece, non avviene la stessa magica integrazione.



La luna e i falò

La luna e i falò

My rating: 5 of 5 stars

Finalmente quando si legge soggetto "la gente" e il verbo seguente coniugato al plurale, si capisce il linguaggio che adotta Pavese per questo romanzo. E poi ci si lascia trasportare.

Se si estrapolano le vicende dal contesto storico è un'opera che parla delle radici che il territorio e l'ambiente relazionale impongono ai nativi.
Il narratore, Anguilla, figlio di N N, non avendo riferimenti famigliari tenta di osservare con distacco le vicende dei personaggi, ma come tutti rimarrà invischiato nella rete che la "terra" intreccia addosso agli uomini e le donne, catturandoli come pesci nel mare.
Rete più spesso soffocante, che inibisce ogni cambiamento, gelosa dei propri privilegi, spietata con tutti anche con chi, e questo è il solo tragico atto di giustizia, usa questo sistema perverso per costruire il proprio potere.
Ma tutti, alla fine, non sono altro che "servi della gleba".



Iddiozie & Diavolerie

Iddiozie & DiavolerieIddiozie & Diavolerie by @Dlavolo, @Iddio
My rating: 5 of 5 stars

Ogni tanto mi capita di seguire su twitter qualche battuta isolata di @Dlavolo o @Iddio, ma vi assicuro che trovarsele di seguito suddivise in celesti e/o infernali categorie, diventa un'esperienza esilarante.
Ecco, avrei preferito trovarmi a leggere questo ebook in una stanza isolata e insonorizzata, non vicino ad una Signora tedesca che probabilmente leggeva Thomas Mann e potermi lasciare andare a sonore sghignazzate senza ritegno. E' stato durissimo trattenermi.

Le battute sono divertenti, acute, spiazzanti ed intelligenti; la motivazione benefica di questa raccolta in assoluto da condividere.

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mercoledì 11 luglio 2012

Scienza delle conseguenze

Scienza delle conseguenze

My rating: 5 of 5 stars

L'ho letto in viaggio. Atterrata mi sono detta: "uhm, denso. Rileggere." Infatti lo riprendo in mano sotto l'ombrellone e sottolineo, soprattutto, le caratteristiche dell'agire post contemporaneo . Individuo almeno una ventina di punti che non costituiscono a detta dell'autore un manifesto ma una traccia fluida nella quale mi riconosco, almeno per i nove decimi, abbondanti.

Ne cito uno che al momento mi tocca un nervo scoperto: L'intelligenza è il loro valore laico per definizione. La stupidità si tollera, ma con fatica crescente e consapevole.

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sabato 7 luglio 2012

sul MIUR

Potrei essere un po' più tollerante se lavorassi per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o della Difesa, ma lavoro per il MIUR: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca dove l'ambito d'interesse e le procedure organizzative dovrebbero essere orientate alla massima attenzione ai processi di apprendimento ed innovazione. Invece, ancora una volta, concludo quest'anno scolastico con la sensazione di essere in mano a degli improvvisati.

Ho iniziato ad Agosto 2011 a studiare per i quiz del concorso Dirigenti. La maggior parte sbagliati, costruiti male, fumosi, ambigui. Segnalato da più parti la risposta è stata quella che la colpa è degli insegnanti che non vogliono farsi valutare. Ma vi sembra logico? L'iscrizione al concorso è stata volontaria! La mia valutazione è stata di 91/100.

Vado a fare gli scritti. Dopo mezz'ora di permanenza ad aspettare le tracce mi vien voglia di far su baracca e burattini e di tornarmene a scuola:
1-Nessun codice acquistato andava bene, scene da isterismo, gente che si inca**a e a ragione.
2-Salamelecchi alle ripescate che non hanno passato il quiz: "Ma brave, meno male siete venute!" Gli altri trattati a pesci in faccia.
3-Entra in classe una delle commissarie: "Non saranno tollerati errori di ortografia!"
E invece, guarda un po', io non tollero che diventino Dirigenti persone che non hanno superato il quiz e che presentano certificati medici di patologie inesistenti.

Arriva il terremoto 20 Maggio 2012. Sono indirizzata a presiedere gli Esami di Stato a Carpi e Modena, il mandato è del 30 Maggio. Telefono all'Ufficio Scolastico Provinciale facendo presente che chi abita in zone sismiche avrebbe piacere di fare gli esami vicino a casa. Mi dicono che l'unica alternativa è presentare certificato medico che esenti dal fare gli esami. I disagi dei dipendenti, evidentemente, non sono stati considerati.
Meno male che di scosse non ne sono più arrivate; quelli del MIUR devono avere dei santi in paradiso.

C'è da usare il programma "Commissione web". Peccato che si accorgano solo dopo due settimane che le scuole che hanno la procedura accelerata, solo colloqui, non possano inserire i dati perché tutto bloccato, standardizzato come il programma che all'ACI ti fa il bollo della macchina.
Una volta avvenuto lo sblocco e aver prodotto tutta la documentazione in forma artigianale, navigare nell'applicativo è un continuo dentro e fuori dalle diverse opzioni di menu, con perdita di tempo per meccanismi ridondanti.
C'è un tutorial in .pdf ma, per esperienza, non si impara ad usare un programma leggendo una guida, peraltro figlia rigida del genitore digitale.
Ma siamo noi che dobbiamo assomigliare ad un computer o è il computer che deve assomigliare a noi?

Adesso capisco perché i quiz erano sbagliati. Dovevano insegnare a fare le cose più illogiche, più macchinose, più da lavaggio del cervello che non di riflessione autonoma per formare adeguatamente il personale.

Buone vacanze!





venerdì 6 luglio 2012

Diario di una battutista

Diario di una battutista

My rating: 4 of 5 stars

Sono convinta che quello della battutista con spiccata attitudine per le associazioni fantasiose sia il più bel lavoro del mondo , perché prima di divertire i lettori, credo scateni un dirompente autosganascio tipico del "se la fa e se la ride". Se io fossi Lia Celi non saprei resistere. Brava!



mercoledì 4 luglio 2012

Tremare senza paura - Autori uniti per l'Emilia Romagna

Tremare senza paura - Autori uniti per l'Emilia Romagna

My rating: 5 of 5 stars

Da quando sono iniziati gli esami di Stato, ex maturità, tutte le mattine passo dalla COOP a prendere la mia collega Adriana per proseguire per Carpi o Modena. Della commissione MOTD14005 Adriana è la commissaria di italiano, io la presidente.
Adriana insegna nella mia stessa scuola l'IIS "G.Luosi", abitava a San Felice sul Panaro sede dell'epicentro della scossa del 20 Maggio, in seguito al terremoto ha trovato casa a Medolla, altro paese che è stato ampiamente ripreso dalle TV dopo la scossa del 29 Maggio.
L'abitazione di San Felice non è più agibile, probabilmente da demolire per implosione, Adriana non può nemmeno entrare in casa a prendere gli oggetti personali, compresi quelli alla quale è legata affettivamente: le foto della figlia quando era piccola ed altre cose di cui non riesce a pronunciare il nome perché, intuisco io, le provocano troppa commozione.

Del libro "Tremare senza paura" ho letto il racconto di Catia Pieragostini e Dario Tonani amici di rete e di faro virtuale -da qui le 5 stelle, ma sono sicura che gli altri autori non sono da meno-, gli altri li leggerò sicuramente più avanti; anche per me è ancora presto sovrapporre emozioni forti a quelle che ho sperimentato nella realtà.

Per la generosità degli autori, dell'editore e la vostra, il ricavato della vendita di questo e-book, andrà al paese di Adriana, San Felice sul Panaro.
Lo trovi qui.


lunedì 2 luglio 2012

La fine dell'era del buon senso

La fine dell'era del buon senso

My rating: 4 of 5 stars

Di questo libro mi è piaciuta la concretezza. Di solito leggo sulle nuove tecnologie con interesse verso la didattica che comprende, come si sa, le sfere della personalità quali quella cognitiva, emozionale e motoria.
I numeri che ci snocciola Maruzzzi toccano tutti questi ambiti e mostrano come l'innovazione tecnologica proietta nei dispositivi, tanti dei quali già in uso e pronti a nuove evoluzioni, il bisogno di ricreare un ambiente accessorio ed integrato molto simile alle peculiarità umane naturali, sempre più potenziate. Le analisi dei dati dovrebbero farci riflettere sui nostri comportamenti orientati verso la direzione di miglioramento della qualità della vita. E così sembra essere, statisticamente parlando.

Sono molti gli argomenti che mi affascinano: il ruolo del corpo come produzione infinita di dati e non solo nella pratica sportiva, anche la salute, le emozioni, le percezioni; la sperimentazione di una didattica supportata da infrastrutture connettive VERAMENTE efficace; la ricerca semantica ed "iconico-semantica"; la realtà aumentata e così via.

Quello che però si cela dietro a questa "rosea" prospettiva innovativa, a parere dello stesso autore ormai inarrestabile ed irreversibile, è il timore della forbice e della esclusione di molte categorie, se non intere popolazioni, da questi benefici. Divaricazione che già è in atto nei macro così nei micro sistemi, non solo per ragioni economiche ma a volte anche per scelte progettuali affrettate e/o solo orientate al business che escludono lo studio prassico e cognitivo delle scelte operative che si compiono di fronte ai dispositivi hw e sw con cui si viene in contatto. C'è bisogno di più semplicità e reale efficacia.
Le aziende che sapranno integrare al meglio la macchina all'uomo, a mio parere, saranno vincenti.