martedì 22 maggio 2012

Le migliori barzellette ebraiche

Le mie migliori barzellette ebraicheLe mie migliori barzellette ebraiche by Daniel Vogelmann
My rating: 3 of 5 stars

Tanto per leggere qualcosa di leggero in queste giornate di apprensione.
Agli ebrei non manca certo l'autoironia.

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lunedì 21 maggio 2012

Il castello dei destini incrociati

Il castello dei destini incrociati

My rating: 5 of 5 stars

Ecco, questo sarebbe un libro da tablet che riproducesse le immagini dei tarocchi che Calvino fa giostrare per raccontare le storie di questo bi-romanzo, del castello e della taverna dei destini incrociati.

Geniale nella costruzione geometrica delle storie, raffinatissimo e coltissimo nella scelta dei personaggi che pesca nell'Orlando Furioso, nella mitologia, nelle tragedie di Shakespeare.

Il passaggio che preferisco è: "Anch'io cerco di dire la mia" dove l'autore si lascia condurre dalla successione della calata delle carte e racconta dello scrivere:
Nella scrittura ciò che parla è il represso.



sabato 19 maggio 2012

Brindisi


Per un insegnante  il pessimismo è un lusso che non ci si può permettere.

Quello che è successo a Brindisi, però,  fa intravedere una deviazione della già incerta e sobbalzante orbita su cui ruota la civiltà , come se questa puntasse in fuga verso la tangente, incontro ad un punto di non ritorno.

Solidarietà alle famiglie e ai colleghi.


venerdì 18 maggio 2012

Juve campione. Storia di un anno indimenticabile

Juve campione. Storia di un anno indimenticabile

My rating: 4 of 5 stars

Sono la persona meno indicata a commentare un libro così.
Del calcio guardo solo i goal e con audio spento; mi piacciono le azioni stocastiche, quelle da tiro al bersaglio ed ogni tanto si vede qualche bel numero.

Però questa raccolta di articoli mi è piaciuta e, perdonatemi se dirò delle cose da incompetente.

Intanto è apprezzabile seguire la successione degli eventi in forma narrativa; diverso che leggere il resoconto del lunedì. Così l'evento prende consistenza e, quasi quasi, è un peccato sapere già com'è andata a finire. Lo sapevo perché ho visto poco tempo fa bandiere bianconere appese alle finestre.

Lo stile del Sig. Marco Ansaldo - non me ne vogliano gli altri autori ma questi è predominante; poi vi dividerete le stelline come una squadra che si rispetti - mi piace per la farcitura di metafore azzeccate e di qualche perculismo, sempre elegante, che non risparmia nessuno: giocatori, arbitri, allenatori. Da sganascio le pantofoline antinebbia di Cassano e il portiere mago che dovrebbe smaterializzarsi con un "pop".

Mi è piaciuta un po' meno la tiritera del dopo calciopoli che infierisce ancora sulla povera Juventus che tanto e tanto ha espiato. Facciamo che siamo pari e non se ne parla più.
Adesso con lo scudetto in tasca sono tutti bravi bambini. Davvero! Non dico per scherzare. Ecco. Fine.

Questi Signori giornalisti che hanno riportato con tanto pathos ma anche professionalità le vicende della suddetta squadra, forse, mi hanno fatto venir voglia di tornare allo stadio, ogni tanto senza esagerare, ché da quella volta di Bologna Juventus con la palla dentro la porta bianconera che invece qualcuno ha visto fuori, non ci tornavo più.

Abbiamo detto siamo pari, no? Soprattutto sportivi.




mercoledì 16 maggio 2012

Postilla al SalTo12 (sui testi di scuola)



Io Paolo Nori come autore l'ho conosciuto da poco e non ho letto molti libri, solo quelli in digitale perché sulla carta non leggo più o solo quando ci sono costretta, però mi piace quello che pensa e come lo dice, l'impronta è ben definita.
L'altro giorno a Torino è uscito con una frase: "i libri non si buttano mai via, ma quelli scolastici..."
Immagina tu il seguito. 

Io sono anni che vado ripetendo che i testi scolastici sono inutili e dannosi. Inutili perché ormai tutti i contenuti della conoscenza si trovano in rete o su dei libri veri; dannosi perché impongono al docente di seguire linee già tracciate, spesso fuori contesto; dannosi anche per gli studenti a cui è precluso lo stupore della ricerca e lo sviluppo della fantasia.

I libri a scuola devono rimanere, certo, ma quelli utili alla testa ben fatta, dove prima si capisce e poi, eventualmente, si impara e non il contrario come avviene adesso, dove non è detto che poi si capisca.

Sono contenta di non essere sola col mio pensiero :)


martedì 15 maggio 2012

Ci meritiamo tutto

Ci meritiamo tutto

My rating: 5 of 5 stars

Se pensiamo all'alienazione -accezione secondo Marx- ci viene in mente il Taylorismo oppure il film di Chaplin "Tempi moderni" dove le mansioni lavorative sono svolte con ritmi serrati fatti di gesti stereotipati, senza la comprensione del senso ultimo di ciò che si sta facendo e che inducono all'estraneità nel processo produttivo con le conseguenze che conosciamo.

Danilo Masotti descrive, estremizzando, la situazione dell'alienazione che deriva da una mansione professionale che non produce niente, o quasi, in cui il protagonista Mario, a differenza degli altri personaggi, riesce ad oggettivare con l'osservazione acuta di sé, la consapevolezza del disagio, sgranando come un rosario frustrazione su frustrazione: quella del lavoro, del tempo libero, delle relazioni sociali e sentimentali.

A mio avviso dipinge flash molti efficaci, sia per il linguaggio diretto e senza filtri, alla bolognese e con un inglese che sa di tagliatelle (parla come mangi), sia per il ricorrente ricorso alla ® al termine dei brand, come a ricordarci che viviamo nella bolla consumistica a cui, anche l'azienda dove lavora Mario, appartiene.

Sarà proprio lo scoppio di questa bolla che permetterà al protagonista di sperimentare le proprie teorie euristiche e di essere il padrone della propria vita.

Ad un certo punto del libro c'è una scena forte, commuovente, che impone una retroazione dalla prima pagina; è da qui che il romanzo-diario ordina una rivisitazione che gli fa prendere corpo.

Consigliatissimo.



lunedì 14 maggio 2012

SalTo12 (salone del libro, quello)

primavera digitale

Solo qualche "tecnicamente poco riuscita" foto.
La confusione era tanta.
Ho capito un po' degli interventi leggendo il labiale.
Anche il caldo era tanto e poi anche il freddo.
Dormito poco. Iscritta alla LATH - Lega Abolizione Tacchi negli Hotel.
Contenta di aver ascoltato Paolo Nori. Gli ho stretto la mano: "Molto lieta di fare la Sua conoscenza. Finalmente!" :)
Incontrato e ritrovato tanta twitter bookebook gente.
Mi chiamano @melamela. (che mi chiamerei mela, ma qualche fanatico di Apple mi ha portato via il nick).
Mi manca la foto di @filodaria che spero mi mandi @gg - quella con il pin sulla fronte, grazie -
I report degli interventi li trovi nei rispettivi blog dei twitteri che sono più bravi di me a scrivere.

giovedì 10 maggio 2012

Cigno Nero

Cigno neroCigno nero by Bruce Sterling
My rating: 4 of 5 stars


Mah! (sospensione del giudizio nel 2010)

Ripreso in mano adesso, nel 2012, raddoppio il rating a 4 stelline.
Forse mi ha aiutato la recente rilettura di "Lezioni Americane" o la dipartita di Sarkozy, ma l'ho apprezzato di più.

Domani partirò per Torino e spero di ritrovarla come l'ho lasciata.
Fermi con il tasto F2, vi prego!

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lunedì 7 maggio 2012

I Barabba al Pico

Ne aspettavamo tre, sono arrivati in cinque: Caterina Imbeni, Beppe Liberti, Marco Manicardi, Elena Marinelli e Luca Zirondoli.
Mi sbaglierò, ma secondo me avevano una "poma" addosso perché era la prima volta in una scuola. Sì, erano già stati a Civitavecchia a leggere brani dei loro collective ebooks, ma qui dovevano tenere la scena da soli e coinvolgere dei teenagers che, da quello che si dice in giro, non ne fanno passare una mezza.

Non era per niente scontato che la settantina di studenti del Luosi e Pico stessero attenti, in silenzio, applaudissero spontaneamente e si lasciassero andare a risate corali e sincrone.
Certo, merito dei nostri ragazzi e ragazze che sono splendidi, ma anche dei Barabba che hanno saputo creare l'atmosfera di dialogo spontaneo, senza tirarsela. E questo i ragazzi lo captano subito, hanno una particolare sensibilità a riconoscere il saccente erudito da chi,  invece, ama ciò che sta comunicando, attiva scambi emozionali, e perciò li abbiano accolti nelle loro "bubble" e gratificati.

Grazie a tutti.

Il post con il report dell'incontro sul blog di Barabba.
Il post con il commento dal blog di Marco Manicardi

Qui sotto le foto del mio set su Flickr "Barabba Edizioni"

Lama e trama

Lama e trama

My rating: 3 of 5 stars

Sono due racconti horror: quello hard si svolge in una macelleria, quello più soft riguarda un atto di bullismo.

Entrambe le storie sono originali e fantasiose e, dato il genere, sanno creare quello stato di tensione che ci si aspetta.
Alla fine, però, si avrebbe voluto maggior raccordo esplicitando meglio le motivazioni nel primo racconto e un'aderenza più stretta, relativa al secondo racconto, a quello che effettivamente al protagonista è concesso di fare, data la sua condizione.



domenica 6 maggio 2012

Ai confini della realtà. Viaggio tra i segreti dell'universo

Ai confini della realtà. Viaggio tra i segreti dell'universo

My rating: 5 of 5 stars

Per fare il Fisico o l'Astronomo ci vuole il fisico, per fare l'Ingegnere al servizio del Fisico e dell'Astronomo ci vuole la pazienza di un bonzo, oltre alle competenze specifiche dei ruoli. E che competenze.

Ma andiamo con ordine. L'autore descrive una decina di luoghi, terrestri e cosmici, e strutture nelle quali i Fisici, sia teorici sia sperimentali, cercano risposte alle congetture che individuano l'esistenza di particelle della materia, dell'antimateria e della materia oscura non ancora sufficientemente studiate o del tutto ipotetiche.
Questi luoghi non sono esattamente quelli che sceglierebbe il direttore del Club Méditerranée; tutt'altro, sono in zone impervie, estreme come i ghiacciai del polo Sud, le vette delle montagne andine, ex miniere in disuso, deserti, laghi ghiacciati, particolari zone dello spazio con specifiche caratteristiche, perché si cercano i cieli più tersi, il ghiaccio più spesso, l'acqua più limpida, la gravitazione ottimale in modo da captare più facilmente l'eventuale presenza di queste particelle.

Io mi sono creata un'immagine che mi può aiutare a capire la difficoltà con cui queste persone, che lavorano in condizioni estreme al limite della resistenza, cercano con mezzi di una complessità e precisione tecnologica sorprendente, di isolare solo e quel rumore, onda o lampo di luce che darebbe ragione di tanti sforzi. Ecco: immagina di essere in una discoteca con la musica a tutto volume, la gente che balla pestando i piedi a terra, bicchieri che cadono e si rompono, urla, risa ecc. e si deve trovare, ammesso che capiti, il suono della smagliatura di una calza di nylon di una ragazza. Bisogna escludere tutto il resto del rumore, che potrebbe però avere implicazioni nelle cause della smagliatura, e stare attenti con le orecchie aperte a parabola, meglio se aiutati da strumenti estremamente sensibili.
Lo so, è riduttivo, ma a me, un pochino, rende l'idea.

Il libro non è semplicissimo nei concetti ma l'esposizione è chiara. Più che le nozioni è interessante seguire i processi induttivi e deduttivi che fanno questi scienziati superando, talvolta, la stessa logica e inventando possibili condizioni comportamentali della materia e dell'energia che creano ambienti e universi astratti ma possibili.



sabato 5 maggio 2012

Frammenti di ossa

Frammenti di ossa

My rating: 3 of 5 stars

Le tossine del pesce palla, del curaro e della cicuta sono veleni che provocano la morte per asfissia in quanto bloccando la contrazione muscolare impedendo la funzione della respirazione, lasciando la vittima cosciente fino in ultimo.
In questo racconto la stessa fine atroce dei protagonisti è provocata da una produzione abnorme dei tessuti ossei a causa di calcio potenziato contenuto negli alimenti.

Ho fatto un po' fatica ad orientarmi nella successione degli avvenimenti per la forma un po' sincopata che l'autrice ha dato alla trama; la componente emozionale, che dovrebbe essere, almeno, di angoscia, appare rimossa collettivamente. A meno che non fossero già tutti zombie(?)
Rimane di certo la fervida immaginazione della Warren che riesce ad inventare questa patologia orripilante.