domenica 29 aprile 2012

Il merito dopato (questione di asterischi)


Quel giorno ho pensato: "Ma sì, una volta nella vita si può provare." A doparmi? No, a fare uno di quei concorsoni per accedere alla dirigenza nella scuola.

Esce il bando, compilo il form online dove, devi sapere, c'è un campo nel quale inserire eventuali dichiarazioni per difficoltà oggettive come la vista debole, la disgrafia, ecc. insomma tutto quanto può richiedere particolari dispositivi compensativi o sostitutivi per poter svolgere le prove. Lascio in bianco, per mia fortuna non ne ho bisogno.

Mi preparo insieme ad altri colleghi online per il quizzone in un vortice di polemiche che ben si conoscono: quiz sbagliati, risposte arroganti da parte del MIUR ecc. ecc. Si decide insieme di lasciar perdere le polemiche e di buttarsi a capofitto nello studio. Studio? Uhmm, oserei dire lavaggio del cervello. Poi, il giorno stabilito si fa il quiz.

In Emilia Romagna su 1376 docenti presenti passano in 492  di cui con punteggio superiore al 90%, intorno al 10-15% dei promossi (stats del Formez) cioè tra 49 e 74 candidati, la sottoscritta, quando era sufficiente l'80%  per 153 posti a concorso.

Molti degli esclusi fanno ricorso; nessun TAR compreso quello del Lazio accoglie le motivazioni. Chi è fuori è fuori.

Della  mia scuola l'IIS "Giuseppe Luosi" di Mirandola , MO,  ci  presentiamo ai quiz in nove di cui tre lo superano che chiameremo docenti A-B-C.
Due degli esclusi, D-E, presentano ricorso adducendo problemi alla vista. -Ma non dovevano dichiararlo al momento dell'iscrizione???- e vengono riammessi alle prove successive. (Nulla da eccepire al merito di certi avvocati e alle disattenzioni formali di certi giudici).

Agli scritti ci presentiamo quindi in cinque, A- B- C- D- E. di cui A e B in aule diverse, C, la sottoscritta che di cognome fa Zibordi, nella stessa aula con le  cinque totali riammesse in coda all'elenco con sentenza del giudice amministrativo tra cui D ed E, e in quella circostanza -lo so perché ero presente-, non c'era  nessun dispositivo che sopperisse alle difficoltà "oggettive" delle ricorsiste.

Esce l'elenco pubblico di chi ha superato gli scritti con alcuni nomi preceduti da asterisco.

Indovinello: chi docenti della mia scuola ha superato gli scritti? (scrivi la risposta di seguito, ma se sei abbastanza perspicace ci sono dei buoni indizi)  ___ ed ___

Il docente D aveva attenuto ai quiz meno di 80 punti come tanti colleghi in tutta Italia che non hanno fatto in tempo a rispondere. Come dire, non sei stato capace di gestire il tempo.
Il docente E aveva attenuto ai quiz meno di 80 punti sbagliando ad impallinare la scheda dei risultati. Come dire, hai perso di lucidità in una situazione di forte stress.

C'è gente che hai il merito di avere una bella faccia tosta.

Ad maiora!


mercoledì 25 aprile 2012

Cicatrici

Cicatrici

My rating: 4 of 5 stars

Sono partita nella lettura di questo ebook di scrittura cooperativa -che spesso anch'io chiamo collaborativa ma quest'ultima è caratterizzata da interventi a più mani sullo stesso testo- leggendo le testimonianze in sequenza, poi ho bazzicato qua e là, spesso partendo dalle conclusioni.

Le piccole o grandi cicatrici sono associate alla memoria di eventi emotivamente forti: per lo spavento, la sorpresa di vedere sgorgare sangue, per il dolore e allora viene proprio da pensare che queste non siano altro che una proiezione somatica di quello che è rimasto "segnato" per tanto tempo all'interno.
Che questi brevi racconti autobiografici abbiano avuto anche funzione terapeutica? Mah, chissa!

lunedì 23 aprile 2012

La terza guerra mondiale? Chi comanda, Obama o Wall Street?

La terza guerra mondiale? Chi comanda, Obama o Wall Street?

My rating: 4 of 5 stars

Non rivelo la risposta alla seconda domanda del titolo che mi sembra piuttosto retorica.

Allora questi signori, guru, qualche volta Nobel dell'economia americana, ne hanno combinate di tutti i colori. A loro è stata concessa, tra le altre cose, una deregulation sfrenata più simile all'anarchia, senza altro potere riconosciuto se non il proprio.

1- Dico, da perfetta incompetente in materia economica: in teoria un sistema anarchico potrebbe anche funzionare se, nel momento in cui uno sgarra e non assolve alle accresciute responsabilità che questo patto sociale impone, gli si devono segare le gambe e farsi restituire il maltolto fino all'ultimo cent ($ o € che sia). E invece sono ancora tutti lì, qualcuno qui, con espressione molto seria, a scaricare le mega-magagne che hanno creato su chi è stato da loro stessi fregato.

2- Ho trovato accenni alla "filosofia" imperante nel mondo delle aziende e della finanza USA in questo libro di John Kay Il pensiero obliquo in cui, chi ha perseguito unicamente la ricerca del profitto tralasciando l'obiettivo di creare prodotti e servizi utili ai cittadini, lavorando con passione, migliorando la qualità, fidelizzando i clienti, è andato a gambe all'aria.

3- Forse in futuro ne vedremo ancora delle belle, cioè brutte.

Concludo:
Costituzione della Repubblica Italiana, art.4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Non so bene dagli altri, ma da noi dovrebbe funzionare così.

P.S. Mi sono anche scocciata (eufemismo di r.l.b.) che dicano che ho vissuto sopra le mie possibilità. Altri, forse.



venerdì 20 aprile 2012

L'uomo che mise fine alla Storia

L'uomo che mise fine alla Storia

My rating: 5 of 5 stars

C'è uno scoglio tagliente da valicare nella lettura del libro ma "qualcosa" impone di superarlo, non senza empaticamente sentire tutta la muscolatura contratta e gli organi interni retratti.

La stessa sensazione somatica e neurovegetativa l'ho provata leggendo un brano del libro di Murakami, L'uccello che girava le viti del mondo, in cui, a ruoli invertiti nella stessa guerra, l'autore descrive truppe russe che con l'ausilio di guerrieri mongoli torturano e uccidono soldati giapponesi.
La differenza tra le due situazioni è che questa che narra Liu, come per l'olocausto, è stata assunta a SISTEMA.

Ricordo inoltre di aver letto, purtroppo non riesco a risalire alla citazione, che i sopravvissuti dei campi di concentramento che venivano accolti nella neonata Israele e raccontavano le loro atroci esperienze, non venivano creduti dai loro stessi fratelli e compatrioti, aggiungendo angoscia ad angoscia.

Sono molte le problematiche che pone questo racconto: politiche, etiche, psicologice, ecc., ma una frase del libro mi ha colpito e riguarda proprio il valore della testimonianza di chi ha vissuto quel tipo di esperienze:
L'epoca contemporanea attribuisce grande valore all'autenticità e alla narrazione personale, incarnata dal genere del "memoir". I resoconti dei testimoni hanno un'immediatezza e un impatto che si impone come affidabile e siamo convinti che trasmettano una verità superiore a quella di qualsiasi narrazione inventata. Eppure, forse con un paradosso, siamo pronti a cogliere la minima deviazione e contraddizione nei fatti raccontati, per dichiararli complessivamente letterari. Questa dinamica è improntata a una desolante alternativa del "tutto o niente". Al contrario dovremmo riconoscere per principio che ogni narrazione è soggettiva senza alternativa e tuttavia portatrice di una sua verità.

giovedì 19 aprile 2012

Febbraio 29

Febbraio 29

My rating: 5 of 5 stars

Sono cinque racconti che hanno come protagonista il giorno 29 del mese di Febbraio, già pazzerello di suo, che si affaccia nel calendario ogni quattro anni sospeso nel tempo, aritmico rispetto agli altri 365 e che si sente perciò autorizzato a giocare sorprendenti, brutti o tragici scherzi.

Gli autori fanno saltar fuori cinque situazioni surreali ma fatte di sogni che assomigliano alla realtà.



mercoledì 18 aprile 2012

Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini

Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e di giardini

My rating: 4 of 5 stars

La Dandini mi è molto simpatica, questo libro non la smentisce di certo e, in più, sa presentare filosofi, scienziati, artisti e letterati appassionati della natura vegetale, oltre che con episodi e passioni che non conoscevo o quasi, anche con la brillantezza narrativa che la caratterizza.

Dalle prime pagine mi sono ritrovata come lei con il bisogno, ogni tanto, di mettere le mani nella terra, di coltivare ed anche di osservare fiori, erba, cespugli, arbusti e piante e le motivazioni che porta sono tutte condivisibili. Più avanti ci si accorge che è una vera e propria esperta, appassionata e conoscitrice dell'arte del giardinaggio ed è così che il mio presunto pollice verde è virato progressivamente ad un verde maldestro. Ma rimango in questa categoria perché non voglio farmi prendere da un altro hobby che sembra essere totalizzante.

Il libro è gradevole ed istruttivo.
L'edizione digitale che ho acquistato non mi soddisfa; mancano i rimandi al TOC e allora mi spiego il prezzo promozionale.

lunedì 16 aprile 2012

E far l'amore anche se il mondo muore

E far l'amore anche se il mondo muore

My rating: 5 of 5 stars

Parto dalla fine, ossia dal resoconto del viaggio ad Auschwitz.
Tutti gli anni partecipa una delegazione di studenti della mia scuola, avevo dato la mia adesione ma poi, per questioni di studio, ho rinunciato.
E così provo ad immedesimarmi nel racconto che ne fanno Marco e Luca provando a rivivere le loro emozioni sovrapponendo la mia esperienza di visite a campi come Dachau e Vught dove, ciò che colpisce, sono i particolari come questi giocattoli posti da non si sa chi, sul monumento che ricorda i bambini.
Spero di aver la possibilità in futuro di percorrerlo personalmente.

Gli altri racconti sono la dimostrazione di come la forza vitale, o l'ultimo suo lembo, diventi l'àncora per aggrapparsi a quel barlume di dignità che permetta di sopravvivere alla barbarie.

sabato 14 aprile 2012

Storia del Partito del progresso moderato nei limiti della legge

Storia del Partito del progresso moderato nei limiti della legge

My rating: 5 of 5 stars

Ma come si può commentare un libro così? O si scrive un trattato di comunicazione politica o si sintetizza con due parole: saggio (aggettivo qualificativo) delirio.
Non posso far altro che condividere ciò che l'autore con tanta passione ed altrettanto rigore logico afferma al capitolo otto: Il più grande scrittore ceco, Jaroslav Hašek. Chapeau!

Mi permetterei solo un consiglio ad un ipotetico regista che volesse mettere in scena il testo: proporrei, senza ombra di dubbio, il ruolo di protagonista ad Antonio Albanese.

mercoledì 11 aprile 2012

Come un Cavallo di Troia

Come un Cavallo di Troia

My rating: 4 of 5 stars


Sono rimasta inchiodata per un paio d'ore fino al termine del racconto. Scritto bene, ambientato bene e, da quello che ricordo di biologia, preciso e puntuale nei riferimenti scientifici.

C'è il solito indizio nascosto che lascia presagire le responsabilità della strana malattia che colpisce due famiglie tra loro sconosciute, ma i risvolti sono portati avanti con buone argomentazioni.

Il miglior thriller che abbia letto ultimamente, purtroppo con qualche refuso di troppo.

lunedì 9 aprile 2012

Futuro

Futuro

My rating: 3 of 5 stars

Lettura abbastanza difficoltosa, almeno fino alla metà del libro, per la forma non proprio lineare ed il protrarsi di argomenti non sempre strettamente inerenti che l'autore poteva risolvere con delle sintesi più efficaci.
D'altronde è indispensabile leggere tutta questa lunga premessa per capire la seconda metà del libro dove i capitoli sono più sciolti ed anche operativi specialmente in ordine all'innovazione e all'educazione. Per l'autore che è un etnologo, infatti, sono capisaldi indispensabili affiché si affronti il futuro con la possibilità di soluzioni originali, impreviste, creative e non solo come conseguenza "intrigante" della lettura che ci viene imposta del presente.

sabato 7 aprile 2012

La terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l'Euro

La terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l'Euro

My rating: 4 of 5 stars

Sullo scacchiere internazionale le pedine si muovono per mantenere l'egemonia monetaria di una sola divisa mondiale. All'Euro, che darebbe qualche fastidio di troppo soprattutto in campo energetico, si dà scacco matto e la battaglia è sotto gli occhi di tutti.
E' stato facile trovare le nazioni che hanno mostrato il tallone d'Achille politicamente più debole: tra queste la nostra.

Difficile per noi cittadini verificare se le dinamiche siano proprio queste. Certo è che sono verosimili.

giovedì 5 aprile 2012

Cervello

Cervello

My rating: 5 of 5 stars

Ancora un altro libro che tratta di neuroscienze di un autore a cui sono affezionata.
Anche in questo caso, come per quelli di altri autori, si insiste nella descrizione dei contorni sfumati che assume la mente rispetto alla classificazione strettamente anatomica che vede le funzioni distinte tra percezione, pensiero razionale ed irrazionale, emozioni, memoria, motricità, restituendo, attraverso le indagini di neuroimaging, una condizione di estrema complessità nella quale si attivano di volta in volta porzioni encefaliche e periferiche tali da indurre gli scienziati a dire che la mente non è solo nel cervello ma pervade tutto il nostro corpo e oltre, all'esterno, negli strumenti che utilizziamo.

La considerazione che mi viene alla mente ogni volta che leggo di questi argomenti è che nel campo educativo gli addetti al mestiere poco conoscono di questi processi. Paradossalmente è come se si affidasse la propria auto ad un meccanico che non sa come funziona il motore e prova ad aggiustarlo tirando a caso.
Ecco, le neuroscienze dovrebbero ormai far parte dei piani di studio di qualsiasi insegnamento, a tutti i livelli.