martedì 27 marzo 2012

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene (ebook)Il più grande uomo scimmia del Pleistocene by Roy Lewis
My rating: 5 of 5 stars

Divertentissimo.
Scambiando opinioni con un'amica su goodreads durante la lettura, ho sentenziato che questo romanzo "storico" potrebbe degnamente sostituire "I Promessi Sposi" come testo scolastico e sarebbe anche più gradito agli studenti di tutta Italia.
Questo di Lewis è talmente trasversale da trattare pressoché tutti gli ambiti di conoscenza e stimolare riflessioni profonde nella comparazione tra noi ed i cavernicoli, protagonisti della storia e di come potremmo ulteriormente evolverci perché le modalità sono rimaste inalterate.
Ecco alcuni campi del sapere che va a toccare:
Anatomia
Antropologia
Antropometria
Astronomia
Biologia
Biomeccanica
Botanica
Ecologia
Economia Aziendale
Filosofia
Fisica
Geologia
Marketing
Neuroscienze
Paleontologia
Pedagogia
Psicologia
Scienze Cognitive
Scienze Motorie
Scienze Naturali
Scienze Sociali
Storia dell'Arte
Strategia
Tecnologia
Zoologia
Ce n'è abbastanza per un anno scolastico, forse cinque.

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domenica 25 marzo 2012

X-Media. Oltre il bar della comunicazione

X-Media. Oltre il bar della comunicazione

My rating: 4 of 5 stars

La cosa divertente è, fra l'altro, che gli odierni luoghi analoghi ai bar dello sport d'un tempo sono - manco a dirlo - i media medesimi. Che dunque autoriproducono al loro interno un discorso su se stessi che impedisce di pensarli efficacemente.

Tra i "saggetti" che propone Marrone cercando di considerare i media, vecchi e nuovi, con approccio distaccato e documentato rispetto alla citazione precedente, molte considerazioni mi trovano d'accordo; (ulteriori citazioni che userò nei corsi di formazione per didattica e nuove tecnologie):

Non solo i ragazzi di oggi, grazie alle tecnologie a loro disposizione, sanno gestire perfettamente la propria vita, ma addirittura stanno cambiando il mondo.

Vivere su Facebook, chattare, partecipare ai blog, aprire forum di discussione non sono passatempi da sciocchi, come ancora troppa gente ritiene, ma proprio il contrario: significa fare rete, essere interconnessi, socializzare.

Per McLuhan, i media non sono strumenti di comunicazione che trasmettono contenuti, come ritengono i più. Essi sono tecnologie che modificano il corpo, e con esso quegli apparati sensoriali che ci portano ad agire e sentire, a patire, a godere.

Il computer non è un medium ma un meta-medium. Esso simula tutti i precedenti mezzi di comunicazione, ne aumenta le capacità, trasformandoli in qualcosa di assai diverso.

Scrivere al computer non è tanto simulare l'operazione di scrivere a macchina quanto poter fare molte più cose con un documento testuale:...

L'interattività non è fra persone ma fra tecnologie, le quali pensano con noi, per noi, più di noi.

Mi fermo qui per evitare di riportare troppo, ma andrei avanti a dimostrazione che tra "Apocalittici" ed "Integrati" mi sento di appartenere più alla seconda categoria, almeno per quanto riguarda i nuovi media che, comunque, non sono avulsi da creare qualche problematicità e dal provocare riflessioni critiche che vanno dalla progettazione al loro uso. E anche questo aspetto è importante da conoscere.

mercoledì 21 marzo 2012

Lettera a Scarlett Johansson e altre storie corte

Lettera a Scarlett Johansson e altre storie corte

My rating: 4 of 5 stars

Ebook promozionale di cui ho letto i tre racconti ed ho tralasciato l'estratto del romanzo citato nella descrizione.

Le brevi storie mi sono piaciute, trattano di situazioni limite in ambienti degradati ed utilizzano un linguaggio vario, molto efficace che contestualizza i protagonisti.
Ecco, non so come si possa definire quello di Solla "umorismo caustico" perché c'è poco da ridere, a meno che non ci si riferisca all'estratto che, eventualmente, leggerò insieme all'opera integrale.

martedì 20 marzo 2012

Sfida ai Marco Polo

Sfida ai Marco Polo

My rating: 5 of 5 stars

Ho aspettato con ansia la traduzione di Elena Cantoni perché la narrativa va letta con l'emisfero giusto, a maggior ragione Hughes che richiama una serie di suggestioni letterarie nelle quali si immerge e restituisce gocciolanti del suo stato d'animo.

Abbiamo lasciato Chives, sì perché è lui la star, ne Il disgregatore astrale in uno stato di prostrazione in cui prevalgono la sciatteria e l'incuria di sé, dissociato, apatico.
In questo viaggio da Buzzati a Calvino il detective Sampietro se lo porta appresso, di più, gli impone di guidarlo per una verifica che sa tanto di un tentativo di riconciliazione, che avviene per iniziazione come nelle fiabe. E che fiabe.

Alla fine si ritrovano, si accolgono con degli abbracci, si prendono in giro e si sezionano. Il risultato sarà un po' asimmetrico, ma faccio il tifo perché la parte più consistente sia quella positiva.
Così la copia del Chives, quella segreta, nascosta e costosa da gestire, se ne può stare indisturbata nel caveau.



domenica 18 marzo 2012

Il complesso della Grande Madre

Il complesso della Grande Madre

My rating: 4 of 5 stars

Si tratta di alcuni articoli dell'autore che risalgono agli anni '60 del secolo scorso.

Bernhard è stato allievo di Jung ed ha praticato la psicologia analitica in Italia di cui delinea alcuni punti di intervento che tengono conto della struttura psicologica peculiare determinata dall'influenza dell'archetipo della Grande Madre.

Le lettura più interessante ed anche relativamente semplice, è sicuramente la prima, "Problemi e possibilità della psicologia analitica in Italia", in cui sono evidenziati sia gli aspetti positivi, sia negativi che caratterizzano questo condizionamento diffuso e quasi esclusivo, rispetto ad altre civiltà limitrofe.
A conclusione c'è un invito a superare i conflitti che questa presenza inconscia determina nella nostra popolazione:

I figli della Grande Madre abbisognano appunto di più riguardo, pazienza e amore. Questo non significa però affatto che si debba viziarli! Al contrario: è il segreto della saggia Grande Madre che essa metta tutto il suo impegno a comprendere, curare e aiutare solo là dove il figlio non sa né può ancora fare da sé; ma che essa assecondi anche il più piccolo passo verso l'indipendenza e il "distacco", con l'unico fine di rendere il figlio maturo alla realizzazione della sua esistenza individuale, affinché egli diventi "se stesso" e...che non attenda alcuna gratitudine.

La Grande Madre non esaurisce il proprio influsso nella relazione materna, ma è presente in tutte le interazioni, anche di genere. Vale la pena di leggere tutto.


giovedì 15 marzo 2012

Anonymous. La grande truffa

Anonymous. La grande truffa

My rating: 3 of 5 stars

Si parla di un gruppo chiamato Anonymous che cavalca la rete, del tutto destrutturato e anarchico di cui non sospettavo l'esistenza. Tanti riferimenti dell'autore non li conosco, ma me ne è bastato uno che è il libro di Palahniuk, Fight Club, di cui condivido l'analisi che ho riportato nella mia review. E allora forse ho un po' capito di cosa si tratta.

mercoledì 14 marzo 2012

Alighiero

Alighiero Boetti - Divine Astrazioni, made by mela

Come sempre quando visito una città mi fiondo dentro ad un museo di Arte Moderna.
Era il '94 a Roma, alla Galleria Nazionale c'era la retrospettiva di Alighiero Boetti.
Quella full immersion, tra le tele ricamate e i tappeti dell'artista, fu un colpo di fulmine.

Rividi poi alcune opere nei vari musei italiani e stranieri e tutt'oggi, quando visito il MART di Rovereto, mi soffermo davanti a quei due, tre pezzi della galleria permanente, mangiandoli con gli occhi.

Mi sono piaciuti soprattutto i ricami  "sedici lettere" e allora tempo fa ho pensato: perché non provare a riprodurne uno?
Così ho comprato tela e matassine colorate e, nel 2004, ho iniziato a comporre DIVINE ASTRAZIONI senza la pretesa di eguagliare l'abilità delle donne afghane che hanno ricamato l'originale, ma per lo sfizio di avere quell'opera ottenuta riproducendo le condizioni di pazienza che richiede questa forma artigianale.
Oggi, dopo otto anni l'ho finito, riprendendolo in mano saltuariamente, per anni dimenticato ma  per chi sa quale impulso dalla settimana scorsa, con  l'intenzione di terminarlo.

E' composto da 27.968 punti croce (non so fare altro) per circa 140 ore di lavoro, ma vi assicuro che dopo qualche centimetro quadrato gli occhi sfuocano l'immagine.
Però ricamare ha un suo fascino, è un mantra delle mani, le dita eseguono movimenti simili ma che non sono mai gli stessi, come lanciare ripetutamente le monete del I Ching. 
E intanto si pensa agli affari propri.

Adesso che ho finito mi mancherà, anche se ho ancora la possibilità di replicare con:

DALL'OGGI AL DOMANI
UDIRE TRA LE PAROLE
PER NUOVI DESIDERI
UN POZZO SENZA FINE
DARE TEMPO AL TEMPO
AVERE FAME DI VENTO
PIEGARE E SPIEGARE
INCONTRI E SCONTRI
NORMALE E ANORMALE
PERDERE LA BUSSOLA
DALLA SFERA AL CUBO
LA FORZA DEL CENTRO
D'UN JOUR A L'AUTRE
FORTUNA E SFORTUNA
UN'IDEA BRILLANTE
PER FILO E PER SEGNO
SVELARE E RIVELARE
ENTRE CHIEN ET LOUP
PROVVISORIAMENTE
LEGGERE VERTICALE
e qualche altro sedicilettere che mi sfugge.



martedì 13 marzo 2012

Il codice Darwin. Nuove contese nell'evoluzione dell'uomo e delle scimmie antropomorfe

Il codice Darwin. Nuove contese nell'evoluzione dell'uomo e delle scimmie antropomorfe

My rating: 5 of 5 stars

Posizione dell'uomo attuale nella scala zoologica:
Regno Animale; Phylum Cordati; Subphylum  Vertebrati; Classe Mammiferi;                              
Ordine Primati; Infraordine Catarrini; Superfamiglia Ominoidi; Famiglia Ominidi; Sottofamiglia Ominini; Genere Homo; Specie Sapiens.

Definita la classificazione rimane tutto il resto che questo libro prova a raccontare con grande minuzia di particolari riguardo la discussione che i paleoantropologi, antropologi, genetisti e biologi hanno intrapreso dal momento in cui si ha avuto il sospetto che l'homo sapiens sia stato preceduto da altre specie che potrebbero essere, o non essere, gli antenati dell'umanità così come la conosciamo.
Questo dibattito scientifico non è stato facile, sia per la difficoltà di ricostruire la morfologia dai pochi resti fossili, sia per i pregiudizi della comunità scientifica e per le difficoltà di proporre teorie che entravano in conflitto con la religione ed il senso comune.

I due autori si soffermano sulla costruzione della genealogia che assume una forma a cespuglio dove tante specie fanno dei percorsi in comune e poi si dividono; alcune resistono e si evolvono, altre si estinguono. Ma il dibattito è ancora aperto in tanti punti.

Prima certezza: l'homo sapiens non è diretto discendente del neanderthalensis. La nostra specie è nata in Africa tra 200.000 e 100.000 anni fa e poi ha colonizzato il pianeta, ce lo dice il DNA mitocondriale che si trasmette per via materna. Insomma, tutti abbiamo la stessa mamma in comune.

Seconda certezza: il primate che più ci assomiglia è lo scimpanzé con cui condividiamo da 98,4 a più del 99% dei geni (secondo il tipo di geni), tanto da inserirlo nella specie Homo già da parte di Linneo e Darwin, i quali nutrivano qualche sospetto in merito.

Questi due risultati sono stati determinati dagli studi di antropologia molecolare, quella che studia soprattutto il DNA, dalla quale nel prossimo futuro ci si aspettano dichiarazioni altrettanto importanti con la comparazione dei codici genetici dell'uomo e della scimmia più antropomorfa che ci sia, con la speranza di trovare , finalmente, il percorso evolutivo più probabile e le cause di una diversità che non è coerente con la forte similitudine genetica.

Devo ammettere di aver avuto qualche difficoltà a seguire la lettura storica perché, primo questa scienza è estremamente complessa, ingarbugliata, inoltre, come per altre scienze che occupano tempi e spazi al di fuori della nostra capacità percettiva ed immaginativa, si fa fatica a pensare in termini di milioni di anni e rappresentare i diversi habitat nonché le diverse forme di vita, come per quel nostro primo progenitore che era alto pochi cm e pesava intorno ai 10 gr.

Gli autori sono stati ammirevoli nel tentativo di dare a questo testo anche una funzione divulgativa senza mai esimersi dalla precisione dei riferimenti ed etica che ci fa riflettere su quanto siamo simili ai nostri antenati ed al nostro comportamento che deve essere meno supponente e più attento a tutti gli esseri del pianeta Terra.




sabato 10 marzo 2012

La filosofia di Woody Allen

La filosofia di Woody Allen

My rating: 4 of 5 stars

Ho acquistato questo ebook con uno scopo ben preciso. Volevo che mi parlasse di un film, DEL film per il quale qualsiasi altra opera cinematografica ne subisce il confronto e passa inesorabilmente attraverso i suoi epistemi.

L'autore si decide ad un accenno intorno alla metà del libro: Il film in cui questa vena è presente (tutti i drammaturghi sono creatori di illusioni, per i quali la vita è fatta della stessa stoffa dei sogni, ed è necessario resistere alla tentazione di renderla insopportabile sotto il peso di un'eccessiva serietà) sono numerosi: si pensi a La Rosa Purpurea del Cairo, senza dubbio il capolavoro del genere...

E dai. Parlane... Macché.

E'solo al penultimo capitolo "L'immaginario e il reale" che finalmente si decide: Il problema di capire se l'evasione nella finzione costituisca o meno una forma di alienazione attraversa The Purple Rose of Cairo, 1985, dove tre differenti piani di realtà si incontrano e si mescolano in una maniera davvero notevole per audacia, ingegnosità e poesia.

Saranno proprio le quattro, cinque pagine seguenti che coincidono con la mia analisi di questo film, che giustificano l'attributo di geniale al regista.

Era esattamente quello che cercavo.

P.S. Consiglio: guarda il film e se capiti a Torino, al Museo Nazionale del Cinema, mettiti davanti alla tenda sulla quale è proiettata la scena del film dove Tom Baxter ti invita ad avvicinarti. Entra.

giovedì 8 marzo 2012

I libri della zia Ida


Questi sono i due libri che la "zia" Ida mi ha regalato per la prima comunione, credo fosse il 1964.
Ida non è proprio una zia ma una cugina da parte di mio padre, è medico non praticante, è non docente praticante.
Credo che tutta la popolazione in età scolare di San Giovanni del Dosso, da che io ho memoria fino a pochi mesi fa, sia passata da lei per ripetizioni, consigli di lettura, organizzazione di tesi di laurea, concorsi e tutto quello che può riguardare il sapere: dal greco antico alla microbiologia alla letteratura.

Rileggo sorridendo ora i titoli dei due volumi; allora avevo otto anni e, nella sua perspicacia mi aveva già inquadrato, probabilmente osservandomi giocare nel terreno arato dietro casa con Paolo, cugino più giovane, mentre costruivamo rozzi fortini con le zolle di terra e ci bombardavamo con quelle più piccole fin che c'era un barlume di luce in cielo.

Ida è intelligente, colta, erudita, anticonformista ma con saldi principi, rude e sensibile, buona.

Oggi se ne va e io la ringrazio tanto.



martedì 6 marzo 2012

Il Piede a Terra

Piede a Terra

My rating: 2 of 5 stars

Commediola che si svolge in un condominio.
L'idea è carina, purtroppo sviluppata male.
I personaggi entrano ed escono senza una caratterizzazione precisa,
non c'è sufficiente raccordo tra una scena e l'altra e tutto risulta molto freddo, impersonale, vuoto.
Se è lo stile che ha adottato volutamente l'autore, a me non piace.
Meno emozionante di un fotoromanzo.




venerdì 2 marzo 2012

Se per ragioni di forza

Se per ragioni di forza

My rating: 4 of 5 stars

Definire i microrganismi che hanno colonizzato i tessuti del pilota Norman Gilmore non intelligenti è una contraddizione in termini, infatti una volta entrati da una ferita provocata da una caduta durante una ritirata improvvisa da Marte, hanno saputo aspettare le condizioni ottimali per la riproduzione e salvezza della loro specie. Chiamateli stupidi!

C'è qualcosa di zen in questo racconto.