martedì 11 dicembre 2012

Piccolo alfabeto della scuola moderna

Piccolo alfabeto della scuola modernaPiccolo alfabeto della scuola moderna by Mariangela Vaglio
My rating: 4 of 5 stars

Non mi sento di commentare il contenuto perché in buona parte corrisponde alla realtà della nostra scuola. La Vaglio, con la sua graffiante ironia lo descrive a volte in termini caricaturali, che però rendono bene la composizione del microcosmo scuola, porzione proiettabile sull'intera società.

Attivo una affettuosa nota polemica perché mi tira in causa, indirettamente, alla voce "Consigli di Classe". Riporto la citazione: Si assiste così a epiche battaglie di principio, con Professori di Educazione Fisica che assurgono l'abilità a fare flessioni a una dignità maggiore che non saper risolvere equazioni di terzo grado, sotto lo sguardo furente di Matematici e Umanisti.

Scenetta divertente che ho vissuto tante volte in quanto Professoressa di Educazione Fisica in viraggio verso le Scienze Motorie.
Succede a volte che nella scuola i Matematici, famosi per la loro dogmatica abilità di vedere tutto nero o tutto bianco, non recedano dai giudizi individuali, incuranti della pluralità intellettiva degli studenti. Egregi professionisti che vogliono bocciare -far perdere un anno di scuola con relativo esborso di somme ingenti da parte delle famiglie e dello Stato- per il mancato raggiungimento degli obiettivi di 1/6 del programma svolto. Inoltre queste persone, spesso, non hanno bene in mente il concetto di collegialità e pensano di perdere lustro e potere se non danno a Cesare quel che è di Cesare. Nonostante la matematicità imperante, difficilmente riescono a correlare due variabili come la sfera cognitiva con quella somatica, quella emozionale con la cognitiva, quella somatica con quella emozionale. Non parliamo delle tre insieme.

Ancora più drammatica e sconcertante è la situazione di alcuni Umanisti, che tanto hanno letto e tanto hanno studiato i quali, invece, non riescono a vedere negli studenti le debolezze e fragilità umane di cui dovrebbero avere buona conoscenza, se non altro per aver macinato la Divina Commedia.

Personalmente mi batto contro queste mine vaganti, ce ne sono sempre e colpiscono quando meno te l'aspetti, non c'è età. Persone che si identificano totalmente in ciò che sanno (ma cosa sanno?) e non in ciò che sono (ma cosa sono?).

Lungi dal confondere l'abilità delle flessioni con le equazioni, mi sentirei di dire che per far fare quelle flessioni si sono studiate materie scientifiche ed umanistiche tutte orientate all'insegnamento e all'apprendimento, condizione che, mi dolora dirlo, non tutti i docenti maneggiano, oltre naturalmente saper fare le flessioni molto bene, cosa che non riesce a tutti.

I miei colleghi di Educazione Fisica (SM), sono molto preparati, umani, sono degli educatori alla maniera maieutica e sanno aspettare i cambiamenti spesso improvvisi degli adolescenti e, soprattutto, non si fanno trascinare dalla logica della scuola come votificio. C'è altro da considerare, più importante. Hanno tutto il mio sostegno e tutta la mia simpatia.

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