domenica 7 ottobre 2012

Nori come Pavese


Che poi  si arriva in una Revere deserta e davanti al Palazzo Ducale, no, è il Teatro Ducale (a Revere tutto è Ducale come a Mirandola tutto è Pico) non c'è un'anima e allora il dubbio mi fa aprire l'iphone per riguardare la locandina dove c'è scritto 6 Ottobre. E' oggi. Si va nel bar dei cinesi dove avevo visto per caso la locandina dell'incontro (quei cinesi fanno proprio un buon caffè) e trovo la correzione che non è più al Teatro ma al circolo che non mi ricordo il nome ma facilmente identificabile dalla sigla come "centro pelle", che dalle nostre parti il centro pelle è il posto dove si radunano quelli che hanno perso consistenza in certi organi e rimane solo l'involucro.
Due tipi con i rasta -the Jamaican invaders- ci dicono avanti a sinistra poi a sinistra e ancora a sinistra. E quando arrivo c'è Odilla che è stata una mia allieva al Liceo e adesso è assessore. Baci e puffetti.
Insomma non c'era proprio il pienone o forse sì se si contano quei quattro che fuori giocano a briscola o tresette. Non ho indagato.

E Paolo Nori attacca leggendo del perché ha studiato russo e quando inizia a parlare a ruota libera sulla lingua che l'italiano non è poi tanto vero e dice la gente hanno, la gente fanno, la gente dicono, mi viene in mente Cesare Pavese nella Luna e i falò dove nella lingua vera la gente è plurale. Come fa ad essere singolare? Sei mai stato ad un concerto rock dove la gente ti premono e sei costretta a stare in piedi? Mica è uno, sono tanti, sono plurali.

E poi Nori che quando lo ascolti e nei silenzi gli vedi in trasparenza i dendriti che cercano i riferimenti e scatenano sinapsi e poi dici: sì, ottimo lavoro, neuroni!

Insomma è un piacere. Ed è un piacere anche quando ti accorgi di aver capito il suo stile leggendo i suoi libri e a me è venuto in mente La matematica è scolpita nel granito  e allora gli ho chiesto gentilmente di parlarci di Danil Charms che è un autore russo di cui Nori parla spesso che Nori avrà pensato: ma questa che voce ha? Che ero imbottita di tachipirina (mi scuso per gli starnuti). E allora dice che Charms ripete sempre le stesse cose come una nenia ma non sembrano mai le stese cose. E io gli dico anche a Lei riesce molto bene.

E poi usciamo e poi rientro perché gli dovevo dire che a Torino all'ultima mostra del libro mi ha dato l'input a scrivere una cosa sui libri di testo, durante il terremoto con la scrivania che tremava.

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