domenica 28 ottobre 2012

Gli uomini delle stelle

Gli uomini delle stelle

My rating: 5 of 5 stars

C'è una cosa che ho capito sull'arte della gastronomia che queste tredici interviste ad altrettanti chef famosi mi hanno rivelato. L'ho intuito da una in particolare svelata da Alex Atala - il mio orto è l'Amazzonia- che dice:
"Mi piacerebbe assomigliare a un signore che si chiama Heitor Villa Lobos, il compositore brasiliano padre del modernismo. Nessuno ha fatto tanto per il Brasile, per dargli identità e cultura. Vorrei che il mio lavoro potesse avere la stessa consistenza del suo."

La musica di Villa Lobos è una cascata continua di malinconia, non quella che porta alla depressione, ma quella che risveglia i ricordi più intimi e nascosti, semplici ma dirompenti come i sapori che questi artisti del cibo risvegliano con le loro pietanze, carpite nella prima infanzia da qualche nonno o vecchia zia compiacente e rivalutate come se fossero la concretizzazione del piacere malinconico di una musica primordiale.

Anche mio nonno mi preparava la polenta a grana grossa e me la serviva bollente con il latte di montagna e per me, questo, rimane il piatto della vita. Credo che questo ricordo faccia di me una buongustaia.



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