domenica 16 settembre 2012

Il Cigno nero: come l'improbabile governa la nostra vita

Il Cigno nero: Come l'improbabile governa la nostra vita

My rating: 4 of 5 stars

Sono arrivata a metà del libro con un senso di frustrazione per i continui rimandi dell'autore a spiegazioni successive più approfondite riguardo al problema de "La curva a campana, la grande frode intellettuale".
Finalmente al capitolo 15 della parte terza si svelano quali siano, calcoli alla mano, le modalità con cui la curva gaussiana nasconda alla vista e ad una possibile considerazione, le devianze. Tutto ciò che sta nelle "code", quelle porzioni di curve dopo l'inversione di flesso definite statisticamente dalla standard deviation, perde di rilevanza per:
1-l'improbabilità esponenziale che si verifichino fatti eccezionali fortuiti, mentre invece succedono materializzandosi in Cigni neri sia negativi, sia positivi;
2-l'inglobamento quantitativo di questi eventi nei dati medi che medi non sono e non vanno considerati come tali.

Dati questi due concetti, dove le definizioni di Mediocristan e di Estremistan assumono un significato tangibile in termini di conoscenze di statistica, sarei andata direttamente al glossario -che di solito sembrerebbe una lettura noiosa ma in questo caso bisogna fare lo sforzo per avere un codice comunicativo comune- anche solo per una rapida lettura che sarebbe stata poi ampliata con esempi concreti partendo, questa volta, dalla pagina uno del libro.

Comunque nel complesso l'autore prende di mira chi si permette di fare previsioni senza considerare i Cigni neri tra i quali, terremoti, bestsellers, crolli del mercato finanziario,  perché i calcoli sono fatti su presupposti matematici sbagliati o meglio dire, giusti ma troppo astratti, fuori da ogni riferimento con la realtà. Ed i fatti sono qui a dimostrare quanto questa intuizione sia vera.




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