lunedì 10 settembre 2012

Festivaletteratura 2012 - report

Per ricordare e fare in modo che le parole che ho ascoltato non si perdano.
Avrei voluto seguirne di più, ma gli incontri a cui ho partecipato sono stati interessanti anche dal punto di vista professionale ed hanno degnamente sostituito corsi di formazione che di solito frequento i primi giorni di Settembre. Ecco chi ho visto:

Aidan Chambers,  "Adolescenti si nasce"

Aidan Chambers

Ci siamo arrivate io e la mia collega Marina con la II B del Liceo Pico di Mirandola.
Aidan è un professore inglese di inglese che ha raccontato di come si sia appassionato alla lettura citando il suo primo libro, letto e riletto tredici volte e di come, quando era piccolo, i suoi insegnanti pensassero che fosse un po' ritardato perché non riusciva a leggere. 
Aidan parla l'inglese della Regina, chiarissimo, comprensibilissimo ma che gli è costato un brainwash all'università e che adesso, dice, in Inghilterra non capisce più nessuno.
I ragazzi sono usciti dall'incontro entusiasti, qualcuno ha acquistato i suoi libri con il rito dell'autografo. Il professore di letteratura che tutti gli studenti vorrebbero avere: simpatico e competente.

La sera, mentre gli studenti accompagnati dal volontario Federico seguivano Joe R. Lansdale, Marina ed io siamo tornate ad ascoltare sempre Aidan Chambers con l'intervento alla Casa del Mantegna dal titolo "Coltivare lettori" di cui riporto il link al post scritto da Patrizio D'Amico che è preciso nel puntualizzare i concetti espressi dall'autore.

In particolare ho apprezzato  di Chambres i riferimenti alle neuroscienze che tentano di capire i processi mentali della lettura -più in generale all'apprendimento- e quelli alle nuove tecnologie digitali come iPad. Consiglio caldamente a tutti i docenti la lettura dell'articolo.

Aimee Bender

Nel primo pomeriggio, con un gruppo di studenti, ho seguito Aimee Bender una scrittrice all'apparenza  nei tratti somatici e nella gestualità  mediterranea, ma che quando inizia a parlare hai un attimo di disorientamento perché la pronuncia è decisamente californiana.
Simpatica, allegra, alla mano; molto contratta, forse emozionata, Chiara Valerio che la presentava. Ho messo in previsione la lettura di uno dei suoi libri, credo inizierò con questo: "L'inconfondibile tristezza della torta al limone".


I giorni successivi.

Claudio Magris

"La verità è più bizzarra della finzione" con Claudio Magris. Il Professore dà alcune provocazioni sul tema realtà - fantasia:
-la realtà non è solo ciò che si è materializzato ma anche un futuro che non si è realizzato, fa parte della realtà letteraria la ricerca di futuri abortiti;
-il mondo reale è un mazzo di carte, la fantasia e l'arte le mescola;
-a volte la realtà va addolcita e smussata perché non sarebbe credibile;
-la letteratura parla poco dell'amore per i figli come se fosse un'azione incestuosa;
-la scuola non può dare tutto, sono contro antiassistenzialista culturale, si deve imparare a leggere da soli.



Domenica pomeriggio seguo il workshop di Finzioni tenuto da Michele Marcon e Andrea Sesta in cui, prima leggono il nonalogo del "Libretto Rosa" (lo scarichi gratuitamente da qui) e poi sollecitano il pubblico presente ad un esperimento di lettura creativa, tema: libri e cucina.
Insieme si decide di stilare un menu su "Il vecchio e il mare" di Haminguay, un libro letto da quasi tutti i presenti.
L'esperimento in sala di lettura "leggera" sarà riportato ed ampliato ai lettori del web sul sito di Finzioni.

Interessante la procedura con cui si stimola la fantasia nel divergere dal contenuto del testo, ma prendendo spunti dalle tematiche dell'autore. Personalmente trovo che sia più facile sul web che in presenza, causa la serie di inibizioni che si possono manifestare tra sconosciuti.
Comunque complimenti ai due provocatori  perché non è mai facile coinvolgere una platea con interventi diretti.

Edgar Morin

Concludo il mio tour con Edgar Morin. Piazza Castello è piena di gente, così la città Di Mantova.
Sorprende di quest'uomo, novantenne, l'energia che si manifesta nello sforzo della lingua per farsi capire, una specie di "paneurolatino" che impone attenzione perché richiede il ripescaggio di termini tra il francese, lo spagnolo e l'italiano e l'instancabile desiderio di spiegare che il mondo non sarà mai più come prima. Alcuni temi:
-serve un metodo per costruire il futuro, la cultura è il motore dello sviluppo;
-riformare il sapere; le discipline scolastiche non sono compartimenti stagni ma sono intrinsecamente connesse;
-non sappiamo affrontare i problemi della globalizzazione perché non li capiamo;
-la conoscenza è percezione e traduzione;
-necessità della contestualizzazione della conoscenza, questa non è informazione isolata ma un tessuto senza certezze assolute;
-la divinità è un prodotto della mente che non deve prendere sopravvento con il potere, dialogo con le religioni;
-la letteratura è fondamentale per capire l'umano, gli autori sono come sciamani;
-bisogna sopravvivere per vivere, l'individuo è un frammento della società ma anche entità biologica, tener conto di tutti questi aspetti;
-l'uomo contiene tutta la storia, la storia biologica e quella materiale dell'universo, la cultura ha separato questo ambiti;
-c'è l'homo sapiens ma anche l'homo demens, la follia è una possibilità umana permanente,
non ci può essere passione senza ragione e altrettanto passione senza ragione;
-democrazia è uguale a conflitto permanente di idee;
-temi economici di crescita  ma anche decrescita, imparare a far a meno di alcuni consumi che devastano il pianeta;
-riumanizzare la vita, il profitto non è l'unica finalità;
-in ogni città dovrebbe esserci una "casa della solidarietà".

Segnalo le slide di Giorgio Fontana, relative all'incontro di Sabato: "Uno scrittore deve essere social?" al quale avrei voluto partecipare e che ha gentilmente condiviso. 




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