domenica 26 agosto 2012

Sul concorso insegnanti

Tra ieri ed oggi ho intercettato questi due tweet:




Con il primo ho avuto una discussione su tweeter, con il secondo vi rinuncio per l'espressione offensiva adottata perché a "libro paga" ci stanno i mafiosi e non delle persone che da anni si alzano la mattina e vanno a lavorare, spesso lontano da casa 800 - 1000 km per stipendi da pura sopravvivenza.

Quello che ho fatto notare anche a Gianluca Diegoli, è che è facilissimo prendersela con la scuola per un meccanismo di transfert molto semplice: si scarica la propria rabbia, invidia ed acredine determinata dalle contingenze economiche attuali - ma non che prima si fosse fatto diversamente - sul primo cane bastardo da prendere a calci, perché a qualcuno bisogna pure dare la colpa di ciò che succede e la scuola è da sempre a portata di piede.

Ripeto: questo è un giochetto pericoloso se non altro perché la competitività di una nazione si affronta con gente civilizzata ed istruita. Certo, gli studenti in Italia sono tanti e tanti devono esser gli insegnanti perché l'ignoranza è una malattia endemica, forse la più letale.



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