venerdì 1 giugno 2012

Strano terremoto

San Giovanni del Dosso, 20 Maggio 2012, aurora di paura

A me quando ronza qualcosa nella testa non c'è verso di farla smettere. Si insinua nei pensieri più profondi e salta fuori poi, così, quando meno te l'aspetti. Non voglio proprio parlare di presentimenti ma di percezioni, magari non suffragate da dati oggettivi, che però mettono il mio amato tarlo nella condizione di continuare a rosicchiare.

Nel Maggio 2011 c'è stata una scossa sismica. Lo ricordo bene perché ero alla scrivania e, sentendo il tremore del ripiano in vetro che anche adesso mi funge da perfetto sismografo, mi sono fiondata fuori dalla porta che dà sul balcone, senza sollevare la zanzariera che ancora se ne sta lì, rotta, a memoria di quella fuga.

Su twitter ricordo che ebbi uno scambio, con non ricordo chi, al quale sottoposi la mia perplessità sulla posizione dell'epicentro, che da noi non era mai successo di averlo così vicino. L'interlocutore, con sufficienti giustificazioni scientifiche, mi aveva poi rassicurata dicendo che era normale. 
Abbiamo avuto altri casi di terremoto, anche abbastanza sostenuti, ne ricordo uno di notte dove durante la scossa immaginavo forze di trazione sulle diagonali del perimetro della casa. Quando ci si risveglia all'improvviso si pensa: dove sono? Cosa succede? E poi, per fortuna si riprende a dormire. Quest'ultima scossa arrivava dagli Appennini, altre, negli anni precedenti dall'Abruzzo e, se risaliamo nel tempo, fino dal Friuli. Mai nessuna che fosse originata in pianura.

A Giugno 2011 andai a presiedere una commissione di Esame di Stato a Sassuolo (MO) e, nella riunione preliminare come primo argomento posi la questione sicurezza con attenzione ad eventuali calamità  comprese le trombe d'aria che non sono più così rare; ciascun docente, anche esterno all'Istituto era invitato a prendere visione delle vie di fuga e tenere in tasca un elenco degli studenti per fare l'appello e verificare eventuali assenze in caso di evacuazione improvvisa.
Ricordo che i docenti di Sassuolo mi guardarono accennando ad un sorrisino; avranno pensato che fossi paranoica, apprensiva, ansiosa. Ma la responsabilità impone il pensar anche male.

Quest'anno sarò a Modena, al "Sacro Cuore", ho già avuto un colloquio con il Dirigente ed andrò presto a visitare l'Istituto per farmi l'idea della sicurezza degli spazi e a Carpi al "Meucci" che già un po' conosco per aver svolto formazione ai docenti. Spero tanto che questi studenti riescano a fare l'esame senza pesanti inconvenienti, così come i miei a Mirandola ai quali va il mio abbraccio più stretto.

Il tarlo.


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