martedì 15 maggio 2012

Ci meritiamo tutto

Ci meritiamo tutto

My rating: 5 of 5 stars

Se pensiamo all'alienazione -accezione secondo Marx- ci viene in mente il Taylorismo oppure il film di Chaplin "Tempi moderni" dove le mansioni lavorative sono svolte con ritmi serrati fatti di gesti stereotipati, senza la comprensione del senso ultimo di ciò che si sta facendo e che inducono all'estraneità nel processo produttivo con le conseguenze che conosciamo.

Danilo Masotti descrive, estremizzando, la situazione dell'alienazione che deriva da una mansione professionale che non produce niente, o quasi, in cui il protagonista Mario, a differenza degli altri personaggi, riesce ad oggettivare con l'osservazione acuta di sé, la consapevolezza del disagio, sgranando come un rosario frustrazione su frustrazione: quella del lavoro, del tempo libero, delle relazioni sociali e sentimentali.

A mio avviso dipinge flash molti efficaci, sia per il linguaggio diretto e senza filtri, alla bolognese e con un inglese che sa di tagliatelle (parla come mangi), sia per il ricorrente ricorso alla ® al termine dei brand, come a ricordarci che viviamo nella bolla consumistica a cui, anche l'azienda dove lavora Mario, appartiene.

Sarà proprio lo scoppio di questa bolla che permetterà al protagonista di sperimentare le proprie teorie euristiche e di essere il padrone della propria vita.

Ad un certo punto del libro c'è una scena forte, commuovente, che impone una retroazione dalla prima pagina; è da qui che il romanzo-diario ordina una rivisitazione che gli fa prendere corpo.

Consigliatissimo.



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