mercoledì 14 marzo 2012

Alighiero

Alighiero Boetti - Divine Astrazioni, made by mela

Come sempre quando visito una città mi fiondo dentro ad un museo di Arte Moderna.
Era il '94 a Roma, alla Galleria Nazionale c'era la retrospettiva di Alighiero Boetti.
Quella full immersion, tra le tele ricamate e i tappeti dell'artista, fu un colpo di fulmine.

Rividi poi alcune opere nei vari musei italiani e stranieri e tutt'oggi, quando visito il MART di Rovereto, mi soffermo davanti a quei due, tre pezzi della galleria permanente, mangiandoli con gli occhi.

Mi sono piaciuti soprattutto i ricami  "sedici lettere" e allora tempo fa ho pensato: perché non provare a riprodurne uno?
Così ho comprato tela e matassine colorate e, nel 2004, ho iniziato a comporre DIVINE ASTRAZIONI senza la pretesa di eguagliare l'abilità delle donne afghane che hanno ricamato l'originale, ma per lo sfizio di avere quell'opera ottenuta riproducendo le condizioni di pazienza che richiede questa forma artigianale.
Oggi, dopo otto anni l'ho finito, riprendendolo in mano saltuariamente, per anni dimenticato ma  per chi sa quale impulso dalla settimana scorsa, con  l'intenzione di terminarlo.

E' composto da 27.968 punti croce (non so fare altro) per circa 140 ore di lavoro, ma vi assicuro che dopo qualche centimetro quadrato gli occhi sfuocano l'immagine.
Però ricamare ha un suo fascino, è un mantra delle mani, le dita eseguono movimenti simili ma che non sono mai gli stessi, come lanciare ripetutamente le monete del I Ching. 
E intanto si pensa agli affari propri.

Adesso che ho finito mi mancherà, anche se ho ancora la possibilità di replicare con:

DALL'OGGI AL DOMANI
UDIRE TRA LE PAROLE
PER NUOVI DESIDERI
UN POZZO SENZA FINE
DARE TEMPO AL TEMPO
AVERE FAME DI VENTO
PIEGARE E SPIEGARE
INCONTRI E SCONTRI
NORMALE E ANORMALE
PERDERE LA BUSSOLA
DALLA SFERA AL CUBO
LA FORZA DEL CENTRO
D'UN JOUR A L'AUTRE
FORTUNA E SFORTUNA
UN'IDEA BRILLANTE
PER FILO E PER SEGNO
SVELARE E RIVELARE
ENTRE CHIEN ET LOUP
PROVVISORIAMENTE
LEGGERE VERTICALE
e qualche altro sedicilettere che mi sfugge.



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