martedì 30 agosto 2011

La svastica sul sole

La svastica sul sole

My rating: 5 of 5 stars

Ciò che vorrei dire di questo libro è ancora nebuloso nella mia mente. Vedo un po' se l'idea si dipana e si chiarisce strada facendo.
Si tratta di sciogliere delle sovrapposizioni, di vederle singolarmente e di ricomporle in una sintesi, il tutto senza svelare la trama del romanzo perché toglierei all'eventuale lettore il gusto della scoperta. Incrocio le dita.

Partirei dal titolo: "La svastica sul sole" potrebbe avere come significato "Il sole sul sole ": la svastica o svastika rappresenta secondo gli orientali il disco solare. Non necessariamente, quindi, si riferisce all'icona nazista ma riacquisterebbe la sua accezione originale tutt'altro che nefasta come, invece, siamo abituati a pensarla.

La trama del libro (A) è ambientata nel 1960 in un mondo conquistato e occupato dai Tedeschi, Giapponesi e marginalmente Italiani, vincitori della II Guerra Mondiale, in cui prevalgono le pratiche di epurazione razziale ed una lotta al potere nel Reich che divora se stessa come un animale inferocito.

Un personaggio del romanzo, Abendsen, scrive un libro semi clandestino (B), "La cavalletta non si alzerà più", dove ipotizza che la guerra sia stata vinta dagli alleati in cui prevalgono come nazioni vincitrici gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Poi c'è la storia così come la conosciamo noi (C), sappiamo chi sono stati i vincitori e vinti, il muro di Berlino, la guerra fredda, ecc. ecc.

E' interessante leggere la postfazione di Luigi Bruti Liberati che sottolinea come tra (B) e (C) ci siano differenze evolutive: non sono la stessa Storia.

Alcuni personaggi delle vicende che si intrecciano nella narrazione, uomini, donne, occidentali ed orientali, si rivolgono ai Ching per conoscere il responso dell'oracolo di fronte alle loro scelte e sono proprio costoro che hanno un moto di ribellione di fronte alla condizione dettata da (A). Tutti hanno letto (B).
In particolare Juliana chiede ad Abendsen se abbia mai chiesto ai Ching del perchè ha scritto "La cavalletta"; lo fa lei lanciando le monete il cui responso dà l'esagramma Chung Fu, La vita Interiore.
"Significa che il mio libro è vero, non è così?" Chiede Abendsen. "Sì" risponde Juliana.

L'arte divinatoria dei Ching si esprime nel momento in cui è formulata la domanda, un attimo dopo la risposta potrebbe essere diversa, cambiano le condizioni interiori ed esterne. Si interpreta il momento in cui, anche una variazione marginale, produce effetti a cascata. Ed è per questo che (B) e (C) non coincidono.

Ma Philip K.Dick, sovrapponendo queste alternative con l'apparente assenza di causalità ed interferenza, sottolinea che la Storia, come risultato di infinite possibilità che siano (B), (C) o (N), indovina se stessa.




sabato 27 agosto 2011

La strategia del cyborg

La strategia del cyborg

My rating: 4 of 5 stars

Un anno fa avevo liquidato questo libro con un laconico "condivido" ad indicare che ero d'accordo con la quasi totalità delle affermazioni.

Mi è tornato l'interesse a rileggerlo dopo aver fatto, in quest'ultimo anno, altre letture che direttamente o indirettamente hanno toccato l'argomento cyborg ed ho voluto confrontarle con questo "manifesto" e soprattutto con ciò che è il mio pensiero, raffinato anche da esperienze professionali e di amicizia con le nuove tecnologie.

Ad essere sincera la miccia che ha innescato questa rilettura è stata una massima di Max Plank letta sul thriller L'ultima risposta di Einstein. La riporto per comodità:

Una nuova verità scientifica non trionfa perchè i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, ma perchè loro alla fine muoiono e nasce una nuova generazione a cui quei concetti diventano familiari.

Mi ronza nella mente dai primi di Agosto perché, lungi dall'identificarmi con una cyborg e del resto Crouzet afferma che è finito il tempo delle classificazioni, trovo che molte delle persone che ho intorno, quelle che non partecipano al mondo che frequento io, siano così lontane dal mio modo di pensare e di agire, che sembra che si stia delineando tra loro e me, una frattura paradigmatica. Non mi riferisco a veri e propri oppositori, quanto agli scettici o indifferenti e pigri.

Ai miei colleghi ai quali faccio formazione dico sempre, usando una metafora che per me non è tale, che utilizzare le ICT nella didattica senza conoscere l'ambiente del Web è come voler insegnare a nuotare senza essere mai entrati in acqua. Solo quelli che sanno mettersi in gioco prendono il coraggio per il tuffo. Altri non si fidano, sono lontani, scelgono di non addentrarsi in ambienti sconosciuti ed impegnativi.

Ergo:
a) preferisco puntare sulle nuove generazioni;
b) sempre disponibile per chi mi cerca;
c) io devo andare avanti.



Adoro la musica classica

Estate 1963. Ero in vacanza con i miei genitori a Lliafranc in Spagna e girava incessantemente il LP Please Please Me.  Io ero affascinata da un brano con un sound dirompente quando, a casa, l'unica musica che cantavo era la sigla del GR regionale "La bella Gigogin" e che i miei nonni mi avevano insegnato dall'inizio alla fine.

Non avevo ancora l'età per strapparmi i capelli davanti ai Fab4 ma, "I saw her standig there", la cantavo senza sapere una parola di inglese, solo riproducendo fonemi dal senso sconosciuto.

La settimana scorsa, in un pub di Cork  il cantante, accompagnato dalla chitarra, ci ha fatto provare prima gli acuti [mah? Chissà a che pro] e poi ha attaccato il brano. 

Scatenata. Questa volta con le parole giuste. :D


venerdì 26 agosto 2011

Ireland 2011

Due parole sulla vacanza golfistica. 
Sbarcata a Cork sono andata all'ufficio turistico e mi sono fatta dare la Golf Guide 2011 ed ho cercato i campi di paese, quelli meno pubblicizzati dai tour operator, generalmente a 9 buche ma non per questo meno belli e divertenti dei più blasonati Ballybunion o Waterville. Abbiamo giocato su questi:

  1. Lisselan Golf Club a Clonakilty che è un parkland con molta acqua, laghetti e fossati e di caratteristico ha una teleferica che ti porta nei tee più alti. Simpatico davvero. Costo per 18 buche € 25,00
  2. Dunmore Golf Club sempre a Clonakilty ma sulla baia di Inchidoney. Qui c'era una competizione tra soci per cui abbiamo giocato 9 buche a € 10,00 ma poi, anche se era tardi, ne abbiamo fatte altre 5 ed abbiamo infilato altri 10 euro nell'apposita cassetta del green fee della club house perché era già tutto chiuso. Quando si dice la fiducia. :) Il percorso consente sempre una vista meravigliosa sulla baia e sul panorama dell'entroterra che è altrettanto suggestivo. Le buche si incrociano un po' ma il percorso è provvisto di campane di avviso buca libera.
  3. Glengarriff Golf Club nell'omonimo paese. Buche con pendii molto accentuati, i green anche. Vista sulla baia di Bantry e acquazzoni improvvisi garantiti. Stupendo :) Costo 18 buche € 20,00
  4. Solo guardato l' Old Head Golf Links di Kinsale. E' meraviglioso anche con il vento a manetta e la pioggia battente. Per entrare nella club house ho dovuto indossare pantaloni adeguati, no jeans. Il costo di un percorso sarebbe stato di €160,00 perché era già pomeriggio avanzato. Forse la prossima vita. :)

In tutti l'accoglienza è stata ospitale e cordiale con tanto di interviste, ma di questo ero già abituata giocando al Malahide Golf Club.

 

giovedì 25 agosto 2011

melamela a Finzioni

Finzioni intervista melamela:



giovedì 18 agosto 2011

Marcovalda 2000: un anno dopo

Marcovalda 2000: un anno dopoMarcovalda 2000: un anno dopo by Francesca Genti
My rating: 4 of 5 stars

Prosegue il diario di Marcovalda in compagnia del Mago e del Vampiro, sempre con note autoironiche e pungenti.

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domenica 14 agosto 2011

Festacico 2011 - The Prom, festa di fine anno

sabato 13 agosto 2011

Il buio oltre la siepe

 Il buio oltre la siepe

My rating: 4 of 5 stars

Non ricordo di aver visto il film, probabilmente sì da bambina. Leggendo il libro, che sembra scritto proprio per un'immediata trasposizione cinematografica, mi sembrava di vedere Gregory Peck interpretare l'avvocato nel ruolo di Atticus. Non poteva essere che lui.

Il tema è quello della paura della diversità da sé, che sia l'uomo di colore o il ragazzo segregato e costretto all'asocialità, dell'ottusità e del pregiudizio. Ottima lettura che consiglierei a tutti gli adolescenti.



mercoledì 10 agosto 2011

Ebooks: Cronache Dal Far Web

Ebooks: Cronache Dal Far Web

My rating: 4 of 5 stars

Mario Guaraldi è un editore navigato ed attento a quanto sta succedendo nel mondo editoriale con l'avvento della produzione e pubblicazione digitale.
Il titolo del libro è esplicativo sulle modalità con cui operatori dell'editoria classica creano regole protezionistiche per non perdere i privilegi commerciali consolidati, ma anche le restrizioni di accesso ai prodotti digitali a fronte dell'ambiente del web che è, invece, libero nella divulgazione di contenuti culturali.

Ho conosciuto Guaraldi lo scorso anno al Ebook Fest dove si è parlato di editoria scolastica. Riporto nello specifico le sue considerazioni:

Il giovane ebook guarda con trepidazione al mondo della Scuola e alla galassia dei sistemi bibliotecari: ma i suoi potenziali alleati lo ricambiano ancora con sospetto. Lo temono. Temono la carica dirompente di un nuovo modo di concepire la didattica, di un modo virale di diffondere la cultura.

Sulle proposte dei Ministri della Pubblica Istruzione che invitano a produrre contenuti educativi in digitale, scrive:

Qui non dirò neppure che è ragionevole, dirò che è scandaloso che tutti gli anelli della catena di valore della formazione scolastica si siano tenuti così colpevolmente "coperti" da ogni rischio di fronte ad un mondo che esige un cambiamento radicale di stile educativo, non solo di didattica.

Inoltre, nello specifico della distribuzione dei contenuti, nota che condivido, una critica sulla standardizzazione dei formati - .epub vs .pdf - che sembra più orientata alla vendita di dispositivi di lettura che non ad una reale esigenza divulgativa della conoscenza. Ma è un po' la stessa battaglia che si sta giocando sui contenuti didattici tra gli OER e gli SCORM. Vedremo.



martedì 9 agosto 2011

L'ultima risposta di Einstein

L'ultima risposta di Einstein

My rating: 4 of 5 stars

La cosa che mi ha colpito di più in questo thriller è come è stato strutturato. Quattro parti: terra, aria, acqua e fuoco, le manifestazioni dell'energia così come la concepivano gli antichi, organizzate in settantadue capitoli, molto corti, ciascuno corredato da citazioni di scienziati, filosofi, letterati.
Ne cito alcune:

Se siamo in grado di immaginare la felicità infinita, dovremmo essere in grado di capire l'infinità dello spazio, che è qualcosa di molto più semplice. Mileva Marić, prima moglie di Einstein, scienziata.

La mente è più ampia dello stesso cielo. Emily Dickinson, poetessa.

Sono pochi quelli che vedono con i propri occhi e provano sentimenti con il proprio cuore. Albert Einstein, fisico.

Un esperto è una persona che ha commesso tutti gli errori possibili in un determinato campo. Niels Bohr, fisico.

Una nuova verità scientifica non trionfa perchè i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, ma perchè loro alla fine muoiono e nasce una nuova generazione a cui quei concetti diventano familiari. Max Plank, fisico.

Quest'ultima è quella che mi ha fatto maggiormente riflettere.

Dicevo che i capitoli sono molto snelli e permettono una lettura molto simile a quella di chi è abituato a leggere sul web senza però inciampare in soluzioni di continuità nella narrazione.

Passando alla storia il racconto della ricerca dell'ultima risposta di Einstein ti proietta nei luoghi frequentati dallo scienziato e dalla moglie e, com'è logico che ci si aspetti da un thriller con inevitabili omicidi, ci sono organizzazioni contrapposte che vogliono entrarne in possesso. Alla fine nella sezione "Quintessenza" si avrà la rivelazione del segreto.

I riferimenti scientifici non sono proibitivi ma, per fortuna, ho da poco letto Il buio oltre le stelle. L'esplorazione dei lati oscuri dell'universo di Amedeo Balbi che mi ha aggiornato su qualche concetto di teoria della relatività ed energia.



lunedì 8 agosto 2011

Happy Birthday mela-Kindle!






Sono al mare, a Gozo, giornata di vento forte per cui mi metto un po' riparata e raggomitolata a leggere al barettino della spiaggia, sorgessiando ogni tanto un po' di glicine fresco.

Si avvicina un'anziana signora inglese, sull'isola con la sua barca a vela, dà un'occhiata al mio e-reader ed inizia a farmi qualche domanda sul dispositivo, in particolare su come mi trovo nella lettura. La faccio accomodare al mio tavolo ed iniziamo a parlare e così  andiamo avanti nella chiacchierata per circa mezz'ora. Le mostro le funzioni, le faccio provare la lettura con diverse grandezze di font e orientamento di testo, le spiego come inserire I libri e dove si comprano, farcendo i discorsi con l'entusiasmo che mi esce da tutti i pori sia per la contentezza che qualcuno abbia inventato quest'oggetto sia perché, finalmente, parlo in inglese sull'isola dove, a dispetto dei passati storici, sanno tutti l'italiano. Alla fine ci salutiamo entrambe soddisfatte della conversazione.

Successivamente, ridendo di me, mi immagino già al lavoro come venditrice di Kindle porta a porta. [Reinventing yourself (cit.)]



L'hanno fatto tutti e allora lo faccio anch'io: parlare della mia esperienza della lettura digitale ad un anno dall'acquisto del Kindle. Aspettavo infatti la ricorrenza per avere abbastanza opinioni da condividere con chi è già navigato e con chi vorrebbe provare ma mantiene qualche riserva.

  1. L'acquisto di Kindle: mi è stato consigliato dall'amico e collega Antonio, all'inizio ero orientata al tablet ma il mio bisogno impellente era proprio quello di riuscire a leggere libri senza fatica. Ero appena tornata dalle vacanze con Infinite Jest quasi intatto per la difficoltà che mi creava la lettura di un tomo così grosso con caratteri così piccoli. Scelgo su consiglio di Andreas la versione 3G. Prenoto verso la metà di agosto ed arriva la versione americana i primi di settembre. Successivamente, a Natale, dopo che il kindle ha viaggiato nella mia borsa dentro un calzino, mi faccio regalare la cover con la luce incorporata; comodissima.
  2. Gli ebook: all'inizio acquisto qualcosa su amazon, forse il primo è stato un 40k, casa editrice alla quale poi mi sono affezionata. Recupero online alcuni .pdf che trasformo nel formato .mobi con calibre. La stessa operazione la faccio con gli .epub che non hanno ADE DRM (questo è un limite serio), che acquisto negli store online . Ora la mia scelta si orienta su ebook che hanno un prezzo che ritengo congruo, gli altri li scarto a meno di una necessità particolare; ecco ad esempio ai saggi che mi interessano professionalmente non bado a spese, ma in genere, trovo ottima narrativa a costi accessibili ed anche gratuita.
  3. Le nuove case editrici e gli ebook store: gli approcci avvengono tramite twitter, facebook. Provo ad acquistare un ebook da quintadicopertina, sugaman, kipple, barabba, il 40kbooks già menzionato ed altri e trovo narrativa di qualità*, inoltre, l'organizzazione di distribuzione degli store come bookrepublic, ultimabooks, mi permette di trovare testi di tutti i generi secondo i miei gusti di lettura che vanno dalla narrativa alla scienza alla storia; un po' di tutto senza pregiudizi.                                                 *difficile definire la qualità, ci ha provato Pirsig con Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta e non vorrei rubargli il mestiere. Mi piacciono perché sono testi che non avrei mai cercato in libreria, ciascuno è una sorpresa o per il contenuto o per la struttura. Ogni volta è una meraviglia scoprire autori che scrivono così bene.

  4. Le relazioni: l'acquisto facilitato, l'informazione letteraria online, il rapporto così personalizzato con editori ed autori è coinvolgente, spinge a leggere di più perché poi se ne può parlare, si instaurano amicizie e piccole collaborazioni attraverso i feedback che ci si lancia. Si vede nascere e crescere un sistema tutto nuovo, si segue il settore: divertente, avvincente.
  5. La condivisione: ero già in aNobii che usavo prevalentemente come libreria. Il suggerimento di iscrizione a goodreads mi dà la spinta ad intervenire attivamente scrivendo commenti per ogni libro letto ed apprezzando quello che postano gli altri lettori. Il mio blog prende il volo. Funzionale è anche il servizio che dà amazon con il proprio social network per kindle users attraverso le funzioni di share peculiari del dispositivo. E si legge tutto anche sul proprio PC, sincronizzato.
  6. La comodità: ne hanno già parlato in molti e non propongo ripetizioni. Non c'è nessun paragone che possa uguagliare l'agio di portarsi in giro la propria libreria in pochi grammi di peso e di una lettura così confortevole. Se posso azzardare potrebbe essere il passaggio dal lavaggio dei panni al canale, come facevano le rasdore della mia terra, alla lavatrice, ma ancora non è sufficiente perché qui si mantiene anzi si dà sfogo alle discussioni ed alle chiacchiere. Elenco alcuni vantaggi, quelli che ancora mi sembrano inediti:
  • Quando vado a fare la spesa alla Coop non mi fermo più ore davanti allo scomparto libri, rosa dall'indecisione e dal budget.
  • Leggo con postura più confortevole, niente arti anchilosati, no occhi irritati, leggo al buio di notte in auto (non alla guida, eh), in aereo, in coda, ovunque.
  • Scelgo sul momento quello che voglio leggere, nessun senso di colpa se sul comodino virtuale ho dieci libri impilati. Ciascuno avrà il proprio momento di gloria, oppure no. Se non gira, amen!
  • Se in internet trovo testi di interesse ma ho poco tempo, con un clik (read later) vanno a finire direttamente su Kindle. Stracomodo.
  • I miei ritmi personali di lettura sono maggiori di quando ero in aspettativa per maternità e adesso lavoro mediamente dieci ore al giorno. (dal 1-1-11 83 ebook, grandi e piccoli)
  • Ho smesso quasi completamente di guardare la TV, e questo non può che fare bene.



giovedì 4 agosto 2011

Gozo - Malta

Amore mio dolce

Amore mio dolce


My rating: 5 of 5 stars


Nasce tutto da un SMS spedito alla persona sbagliata e poi...no, non posso dire proprio niente, non voglio rovinare la sorpresa che è da assaporare a piccole dosi come il cioccolato che è il leitmotiv del romanzo.

Prima opera che leggo della Teodorani. E' bravissima!



mercoledì 3 agosto 2011

Inseguendo un Super Santos verso l'infinito

Inseguendo un Super Santos verso l'infinito


My rating: 4 of 5 stars


Gli anni ottanta raccontati da un pre-adolescente quando ancora si alternavano al gioco del calcio nel campetto sotto casa le partite al Commodor 64 dei primi giochi elettronici.

Il titolo: Inseguendo un Super Santos verso l'infinito sta a significare la necessità e la voglia del gioco fine a se stesso, auto gratificante perché non ha bisogno né di premi né di vincitori, condizione che si vorrebbe prolungare con quegli amici per tutta l'esistenza che invece, più comunemente, segue l'iter convenzionale della maturità.

Lo stile del racconto è quello del gergo giovanile, discorsivo e immediato, la lettura risulta gradevole e simpatica e la nostalgia [che condivido :)] emerge delicatamente solo ala fine.



martedì 2 agosto 2011

Pensare con l'errore. Il bersaglio mobile della conoscenza

Pensare con l'errore. Il bersaglio mobile della conoscenza


My rating: 5 of 5 stars


Ho approcciato a questo testo per l'interesse che mi ha suscitato il titolo perché considero l'errore una componente fondamentale dell'apprendimento. Non a caso, nel momento in cui l'ho inserito in libreria ho dato come tag "scienze motorie", intuendo come il corpo sia coinvolto nelle fasi di elaborazione degli stimoli esterni ed interni che ci permettono di prendere decisioni delle nostre azioni che, lungi dall'essere perfette, sono tanto più efficaci quanto il processo stocastico -prendere la mira- è supportato dalla probabilità dell'errore. Più probabile l'errore, più si avvicina la verità. E' il nostro sbaglio dunque a misurare il grado di verità, perché questa resterà sconosciuta comunque.

Agire vuol dire indovinare, cioè intuire probabilità statistiche di ordine qualitativo: Peirce sposta l'apprendimento dalla formulazione logico-linguistica al coinvolgimento di tutto l'organismo, che risponde alle proprie inferenze emotive (la sensazione che la reazione sia quella giusta).

L'autrice argomenta in forma molto più complessa ed articolata questi concetti avvalendosi di riferimenti a studi di scienze cognitive, statistiche, filosofiche ed in particolare sono interessanti i capitoli in cui analizza la contrapposizione tra modelli cognitivi diversi come nel caso dello studio de I Ching, che corrisponde alla massima dinamicità inferenziale tra ambiente e pensiero e quella di Santa Caterina da Siena e Don Chisciotte chiusi nelle loro proiezioni caratterizzate da fissità astratta ed avulsa dal contesto.



lunedì 1 agosto 2011

Secret Lives

Secret Lives


My rating: 5 of 5 stars


Che genere di esistenza segreta può avere la gente normale? Sei abbastanza curioso ed immaginativo da costruire addosso al commesso di un negozio, al pensionato o ad un impiegato una storia che ha dell'incredibile?

Ci é riuscito perfettamente VanderMeer con questa raccolta in cui le vite parallele dei personaggi sono così strane e fantasiose da soddisfare tutti i gusti: vite costruite su un ideale, su particolari stati psichici, su visioni psichedeliche o paranormali ma anche sull'avventura o il classico spionaggio. Alcune, poi, sono così criptiche che il segreto rimane celato, altre hanno segreti apparenti e segreti veri.

Tutti i protagonisti sono introdotti con la descrizione del loro lavoro che quasi sempre ha a che fare con i libri. Casuale?

Mi sono piaciute tante vite segrete, in particolare "The Secret Life of Librarian Bob Scheffel"
In cosa consiste? Eh eh, é un segreto ;)



Memoriale del convento

Memoriale del Convento


My rating: 5 of 5 stars


Dentro la storia della costruzione del convento di Mafra c'é la storia di Baltasar e Blimunda e dentro ancora, con un processo dove Saramago spoglia in successione i vari personaggi dagli orpelli materiali e pseudo spirituali, c'é la storia della regina e dell'eremita, un racconto che lascia tutti perplessi tranne Baltasar, che individua nella regina, colei che vuole essere solo donna, la sua Blimunda ed egli stesso l'uomo che diventerebbe "forse volando".

Nel contrasto tra i fasti e le etichette di corte e le ipocrisie del clero, in stretta combine per mantenere il potere e questa lucido bisogno di essenzialità sta, a mio avviso, il fulcro tematico del romanzo.

Saramago si esprime in toni ironici come narratore ridicolizzando il potere secolare e spirituale: due facce della stessa medaglia, un solo scopo. Ma soprattutto parla con la voce di Blimunda: poche frasi, cariche di saggezza. Lei, ovvero Lui, vede l'essenza che si concretizza in un amore profondo nella sua semplicità, un amore che basta a se stesso.