giovedì 30 giugno 2011

La jeep del colonnello

La jeep del colonnello

My rating: 5 of 5 stars

(en)
"Salt, Sternberg! Don't forget the salt!"
The Nazi colonel Knatte  calls in this way the jew shaman Joel  as if  the medium of the spell depended solely by that inorganic substance, as well as  his salvation from the efficiency  of the jeep.

The criminal idealism and opportunistic materialism, those of Knott, are fated to succumb against the  individual and collective identity also constituted by the symbolic languages ​​and cultural practices of Joel and his people, which escape the linear and reductive interpretations.

This short story of Pearlman in  few pages offers  wide but focused anthropological topic into one of the aspects that, despite of the historical, can be extended to issues of contemporary life.

(it)
"Il sale, Sternberg! Non dimenticare il sale!"
Il colonnello nazista Knatte esorta così lo sciamano ebreo Yoel, come se il medium del sortilegio dipendesse esclusivamente da quella sostanza inorganica, così come la propria salvezza dall'efficienza della jeep.

L'idealismo criminale ed il materialismo opportunista, quelli di Knotte, sono destinati a soccombere di fronte all'identità individuale e collettiva costituita anche dai linguaggi simbolici e dalle pratiche culturali, quelli appunto di Yoel e della sua gente, che sfuggono alle interpretazioni lineari e riduttive.

Anche questo racconto di Pearlman, in poche pagine, propone un argomento antropologico ampio ma focalizzandone uno degli aspetti che, al di là dell'ambientazione storica, può essere esteso a problematiche della contemporaneità.



domenica 26 giugno 2011

Indignati

IndignatiIndignati by AA.VV.

My rating: 3 of 5 stars


Scontate ma degne di nota.



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How To Write Science Fiction

How To Write Science Fiction


My rating: 4 of 5 stars


Mi sono avvicinata a questo 40k non perché voglio scrivere SciFi ma perché li leggo tutti. [non si sa mai che debba partecipare ancora a concorsi a premio :)].

Però l'ho trovato interessante, così come i racconti che ho letto finora di Di Filippo, perché svela la sua natura eclettica raccontata dal percorso autobiografico come autore, ricco di riferimenti specifici del genere narrativo ma anche di esperienze culturali diverse che egli, con sapienza ed ironia, mescola ottenendo il suo caro mashup.

E comunque la lezione che ci lascia è: l'improvvisazione non si improvvisa.

Vorrei segnalare questa frase: As many authors have said, if the writer is not surprised by events, then chances are that the reader will not be either, and grow bored.
Nel mio piccolo mi racconto battute che mi fanno sganasciare; forse avrò un futuro come autrice ironica (?) :D




giovedì 23 giugno 2011

Creativity

Creativity


My rating: 2 of 5 stars


La prima cosa che vorrei dire è che il titolo di questo libro è fuorviante.

Mi aspettavo un'analisi (?) che avesse a che fare esclusivamente con la creatività, mentre i consigli che dà il Dr. Rovere coinvolgono comportamenti mentali che attingono a pratiche di discipline orientali di cui certamente si hanno benefici anche sull'aspetto creativo del pensiero, ma spaziano in tanti e innumerevoli ambiti: ecologico, sociale, personale, religioso che, obiettivamente, mi sembra che le poche pagine del libro riescano a malapena ad accennare.

E infatti non ne affrontano nessuno in profondità, lasciando il lettore con idee vaghe, tutto sommato condivisibili, ma che non aggiungono niente di nuovo, men che meno a quello specifico dichiarato in copertina.


mercoledì 22 giugno 2011

Ti Amo da Matti. Amore e Follia

Ti Amo da Matti. Amore e Follia


My rating: 4 of 5 stars


Uno psichiatra che racconta episodi dei suoi pazienti che hanno come oggetto sentimenti amorosi un po' fuori norma.

Sono casi che vanno dal semplice lapsus fino al raptus violento che si esternano con un linguaggio a sé, sempre carico di forti simbolismi.



domenica 19 giugno 2011

Lost in Translation - Scienza, informazione, tecnologia

Lost in translation. Scienza, informazione, tecnologia


My rating: 5 of 5 stars


"Il verbo greco ermenéuein ha vari significati: vuol dire tradurre, interpretare, ma anche chiarire".
Nell'introduzione a questo libro Paolo Vineis ci invita a considerare "come avviene il passaggio (rivoluzionario) da un paradigma all'altro, e come questo passaggio sia in larga parte un'impresa ermeneutica di traduzione..." "Ecco, dunque, l'ermeneutica: trasmettere e tradurre. E trasmettere e tradurre significano prendere atto delle distanze e saperle percorrere."

Ho trovato molto interessante questo libro che espone problematiche della modernità molto discusse e, alle quali, si sta cercando di dare risposte legislative, etiche, applicative.
Si tratta di salute, cambiamento climatico, tutela del paesaggio, classificazione, libertà individuale, ruolo dell'educazione, identità della persona e laicità, ma è facile immaginare come ciascuna di queste voci sia strettamente correlata alle altre.

La via che indica è quella di allontanarsi dal pre-giudizio etico, dalle presunte capacità taumaturgiche del mercato, dalla non considerazione di causa effetto a lungo termine, da una legislazione autoritaria, dalla scarsa responsabilità sociale, cercando le risposte attraverso la traduzione e l'interpretazione, appunto, di nuovi paradigmi.

La lettura è gradevole perché, pur trattando di temi così importanti, porta verso una riflessione generalizzata partendo da fatti di attualità, quindi, concreti e conosciuti.



giovedì 16 giugno 2011

Ancient Greece 101- The Text Vook

Ancient Greece 101: The TextVook


My rating: 3 of 5 stars


Un giorno passando su Inkmesh ho trovato alcune di queste guide monotematiche e ne ho scaricate un paio. Ero curiosa delle animazioni che precedono ogni capitolo ma, nè su kindle nè su kindle per PC riesco a vederle e stupidamente non ho scaricato l'epub.
Dopo qualche giorno erano a pagamento su Amazon.

Questa sull'antica Grecia è proprio un'infarinatura di storia raccontata anche con aneddoti e curiosità e potrebbe essere utilizzata nella didattica per fare letture in inglese nella scuola media di I grado e biennio superiori.



mercoledì 15 giugno 2011

Cherosene

Cherosene


My rating: 4 of 5 stars


Cherosene è il titolo del primo dei dodici racconti di Mercadante, ma vi assicuro che gli undici che seguono sono altrettanto infiammabili ed emanano un odore forte e pungente; fastidioso.

Comportamenti individuali da border line in cui la perdita di equilibrio dei soggetti -basta a volte un impercettibile input- sfocia in situazioni di raptus violento. Ed è allora che la pazzia dà pieno spettacolo di sé.

In uno dei racconti che mi è più piaciuto, Wannakill, gli atteggiamenti sono pericolosamente vicino, nelle modalità, al delirio collettivo di certe situazioni indotte dalla TV.

La lettura del libro non è certo rilassante, ma la mediazione letteraria dell'autore permette di affrontare gli argomenti che lasciano il lettore più in uno stato di turbamento che di disgusto, a riflettere sulle potenzialità negative della nostra mente, anche scatenate da delle semplici circostanze.



venerdì 10 giugno 2011

Lo Sfarzoso Spettacolo del Disordine

Lo Sfarzoso Spettacolo del Disordine


My rating: 5 of 5 stars


Eh eh. Fantastico come Hughes annodi pazientemente i fili della trama fino a formare una rete che sembrano due. La prima è costruita con un paradosso intorno a Scurrility Forepaws dalla quale il protagonista si libererà con un furbesco colpo di reni. La seconda, invece, è rappresentata da un groviglio logorroico che sarà fatale a Toby Knott.

Trovo questo racconto apprezzabile per la raffinatezza degli intrecci logici, organizzati come un ipertesto ma a lettura sequenziale.



giovedì 9 giugno 2011

Facebook per Genitori


My rating: 5 of 5 stars


Non solo facebook per genitori ma anche e soprattutto per insegnanti. Mi soffermo infatti sul compito della scuola, luogo che conosco, citata dall'autore come una delle istituzioni che dovrebbe educare all'uso di questi strumenti.

Ecco una tipica situazione vissuta tante volte. Colloquio con i genitori di studenti della classe che coordino di fronte ad un quadro scolastico non proprio brillante: "Professoressa, io più di togliergli il computer non saprei più cosa fare. Allora, mi dice che deve fare i compiti in internet, ma quando vado a vedere se sta studiando, trovo la pagina di facebook aperta."

Così i genitori, ma spesso anche i docenti, scaricano sulle abitudini connettive delle nuove generazioni ogni responsabilità del mancato successo scolastico. Altre e numerose, a mio giudizio, sono le cause della demotivazione allo studio , non ultimo la misconoscenza di queste nuove modalità di apprendimento.
Quella dell'educazione alla rete non è cosa facile, soprattutto a scuola dove sono ancora poche le figure professionali alle quali riferirsi.

La mia esperienza e quella dei colleghi, limitata a tentativi sperimentali, dice che gli adolescenti vivono il web come un loro territorio adibito soprattutto alle prime due delle modalità comportamentali descritte nel saggio:"bazzicare" e "cazzeggiare", mentre, con molta fatica, come in qualsiasi azione educativa, si tenta di soddisfare anche la terza, "darsi da fare e stimarsi".

Su facebook, dove ho contatto con parecchi studenti, non vedo ancora, come afferma con un po' di ottimismo Boccia Artieri, una spontanea capacità di autoproduzione, ma una replica di contenuti preconfezionati usati per esprimere le emozioni e le sensazioni tipiche di questa età, senza esporsi con riflessioni personali.
Sull'argomento giorni fa si stava discutendo di questo nel gruppo "insegnanti", proprio su facebook :)
Il motivo con probabilità sta nella necessità di adottare degli atteggiamenti standard, come ad esempio succede con gli zainetti eastpak -mi sento diverso se sono uguale agli altri-; solo qualcuno particolarmente "sgamato", sufficientemente intraprendente e capace di utilizzare gli strumenti multimediali, osa costruire. Anche le competenze non sono ancora così pandemiche.

Interessante è il discorso sull'identità permanente che si viene a formare nel tempo sui Social Network.
A tale proposito sulla piattaforma elearning della nostra scuola abbiamo postato alcune risorse tra cui questa simpatica animazione di Common Craft Protecting Reputations Online e sono in progetto interventi, anche di esperti, su questo delicato argomento che non può essere ignorato.

Il testo si conclude con un'appendice di 15 consigli pratici, utili nel momento in cui, però, si prova e si sperimenta come adulti lo stare in rete con le sue implicazioni cognitive, emozionali nonché tecniche. Questo concetto è importante perchè essere in rete richiede competenze operative-strategiche e non solo conoscenze teoriche.

Detto questo vorrei concludere consigliando questo libro come stimolo per la riflessione seria e pacata, lontana dalle informazioni strillate dai media tradizionali che, spesso, attribuiscono a notizie isolate una diffusa negatività che non aiuta ad affronatare con la dovuta lucidità il problema.



mercoledì 8 giugno 2011

Tu non mi capisci! Dizionario uomo-donna donna-uomo


My rating: 2 of 5 stars


Se il rapporto uomo-donna è naturalmente complicato, allora il libro lo banalizza.
Se il rapporto uomo-donna è un tentativo di comunicazione tra esseri umani, questo libro è l'apoteosi dello stereotipo.

Due stelline perché fa sorridere, come ascoltare certe telefonate in treno. Distrazioni forzate.




lunedì 6 giugno 2011

Energy Fever

Energy Fever. Nucleare o rinnovabile, come illumineremo il nostro futuro?


My rating: 4 of 5 stars


Un po' Sci Fi, un po' intervista, un modo originale di presentare come si potrebbe risolvere, non il problema, ma il dilemma dell'energia.

Ancarani, nella parte meno Fi e più Sci, ci racconta che scienziati italiani, fisici e biofisici si incontrano e trovano il modo di produrre energia con la fusione a freddo.
Usano nichel e acqua, il rapporto energia spesa / energia prodotta è di 1 a 200, -alla faccia dell'efficienza- con una semplice idrolosi, senza emissioni di radiazioni solo poche gamma, senza scorie, il nichel (n.a.28) diventa rame (n.a.29), nessuna emissione nell'atmosfera.

Ah, la serendipity. Certi incontri hanno del miracoloso. :)

Brevettano il reattore le cui dimensioni minime sono quelle di una scatola da scarpe che può essere collegata in serie per maggiori richieste e che potrebbe fornire energia ad un'abitazione.
Costo? Due pieni di benzina.

Bypassano la comunità scientifica e di conseguenza sono snobbati dai colleghi, dai media e dai politici (ricordate Di Bella e la sua riabilitazione in sordina?), ma loro, imperterriti, stanno sperimentando il reattore, sapete dove? In Grecia.

Mi fermo qui, no comment. Leggetelo, gratis qui.



giovedì 2 giugno 2011

Il Crocevia del Mondo

Il Crocevia del Mondo


My rating: 4 of 5 stars



Dello stile narrativo di Mana non avevo dubbi, è coinvolgente ed ironico quanto basta, complici gli avventurieri che si avvicendano in Asia tra il 1920 e il 1940, spinti da interessi scientifici e di ricerca ma più spesso da megalomanie personali o ideali antropologici a giustificazione dell'origine della razza pura.

In quel periodo tra il Tibet, la Cina, l'India ed il Nepal è passato veramente di tutto e tutti si sentivano autorizzati a fare ciò che volevano: stringere alleanze, razziare opere d'arte, esprimere indisturbati le proprie psicosi ma anche esplorare sul serio e a volte lasciarci le penne.

E' questa una storia che conoscevo poco, a frammenti e per aver visto qualche film opportunamente depurato da riferimenti ideologici imperanti, come "Sette anni in Tibet" o d'avventura come "Indiana Jones" e che invece mostra una porzione geografica dagli eventi molto dinamici, come ad esempio, ha restituito Chatwin in In Patagonia