mercoledì 27 aprile 2011

Sogno di un futuro di mezza estate


My rating: 5 of 5 stars


Se l'autore di "Sogno di un futuro di mezza estate" vince un premio* così prestigioso, il motivo c'è.
Si narra di sesso virtuale vs. sesso fisico, dove si sovrappongono pulsioni utilitaristiche e profonde che oscillano tra il machismo/conformista e il femminino/femminista.

Pregevole ed originale la creazione del linguaggio che usa il protagonista: una specie di gergo giovanile rapportato all'ambientazione e all'utilizzo di strumenti del futuro.

* Urania 2008

martedì 26 aprile 2011

Donne bellissime


My rating: 5 of 5 stars


Tre racconti per tre diversi fascini femminili che provocano nei maschi narranti a volte terrore, altre stupore e malinconia e, ancora, il gusto un po' cinico di prendersi gioco della bellezza, non necessariamente somatica.

Ho trascurato Čechov per troppo tempo.

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Tutto quel che sei


My rating: 5 of 5 stars


Chi può resistere ad una scarica così massiccia ed improvvisa di endorfine allo stato puro? Non c'è alfanella o non alfanella che regga il confronto.


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lunedì 25 aprile 2011

L'esercizio della democrazia


My rating: 5 of 5 stars


Due interventi, il primo del Presidente Giorgio Napolitano, l'altro di Gustavo Zagreblesky sul significato dinamico e partecipativo di democrazia.

Buon 25 Aprile.

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sabato 23 aprile 2011

Do the Work


My rating: 4 of 5 stars


Tra i golfisti gira un principio fondamentale che dice: "Per giocare a golf non è indispensabile essere stupidi, ma aiuta". Questo è in estrema sintesi anche il messaggio di questo simpatico manuale per realizzare il proprio sogno nel cassetto: non perderti in progettazioni razionali, non aspettare di essere pronto, parti e lascia che sia il tuo inconscio a lavorare per te. Sii stupido! :)

Le istruzioni all'interno.

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venerdì 22 aprile 2011

La canzone di Maria

La canzone di MariaLa canzone di Maria by André Vianco

My rating: 5 of 5 stars


Ezra -Dio è il mio aiuto-, sa che non può aspettare fino all'arrivo di Yeshua per togliere di mezzo i vecchi dei. Tocca a lui fare opera di purificazione attraverso una cruenta battaglia contro il terrore, che richiede un ultimo definitivo sacrificio.

Così, quando Giovanni battezzerà Yeshua i vecchi pozzi saranno chiusi; al loro posto solo acqua fresca.

Il sequel lo conoscete.


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giovedì 21 aprile 2011

Troppe Storie (per un uomo solo)


My rating: 5 of 5 stars


Troppe storie ma simpatiche per un Morozzi ironico ed autoironico. Sono estratte o dalle sue opere in fieri, ma tutto sommato autonome, o scartate e addirittura di cui vergognarsi :) Si leggono volentieri ed ogni tanto non si riesce a trattenere una sonora risata. Alla prossima ;)

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Infected Files

Infected FilesInfected Files by Dario Tonani

My rating: 5 of 5 stars


Chi come me aveva conosciuto Dario Tonani solo con Cardanica e Robredo , nel pranzo della fantasia aveva consumato solo un delicato antipasto.

In questa raccolta si sprigionano i sapori più graditi all'autore, quelli che mischiano la meccanica alla biologia in un tripudio di materia indistinta. Il lettore, nella fattispecie la sottoscritta, si trova a fluttuare senza più parametri spazio-temporali in una schifezza immonda fatta di fluidi vischiosi, punte perforanti, subdoli ed insidiosi micorganismi, scene raccapriccianti, paesaggi agghiaccianti dove anche la neve scende sporca, [ciò che mi preoccupa è che tutto questo sia di mio gusto :)] e si chiede: cos'altro può inventare la sua mente?

E si va avanti nella lettura senza delusioni, tanto che la sezione finale The Unveiled Files, completa il banchetto come un delizioso e raffinato dessert.


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venerdì 15 aprile 2011

giovedì 14 aprile 2011

Canne al vento

Canne al ventoCanne al vento by Grazia Deledda

My rating: 5 of 5 stars


Leggere questa storia di una comunità chiusa della nostra antropologia dell'altro giorno, lascia stupiti. Gli uomini e le donne, se non sono malati nel fisico, soffrono nello spirito come se quel poco di serenità e, raramente di felicità, fosse una coperta troppo corta che danneggia a turno i personaggi.


Grazia Deledda sa mettere l'amore per la sua terra nelle descrizioni dei paesaggi che si riempiono di luce e di colori, acqua che scorre, erba che cresce tra le pietre, canne che si flettono producendo fruscio, insetti che ronzano e fiori che sbocciano. Il mare, in lontananza, è più una barriera naturale a protezione, che una possibilità di comunicazione.

Questi squarci di Sardegna mi hanno ricordato una certa iconografia giapponese ma, a pensarci bene, gli stessi giapponesi sono isolani.



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mercoledì 13 aprile 2011

Grimilde



[avrei voluto scriverlo ieri sera ma ero stanca ed inca**ata]

Come dice il mio amico Andreas: c'è gente che ha studiato tanto ma non ha capito niente.

Sono anni che costantemente si ripropone lo stesso teatrino: i contenuti soprattutto, il programma (??); le persone valgono solo se fagocitano tutto quello che viene loro travasato con il sistema dell'alimentazione ad imbuto -cito a braccio la definizione di Popper-
Questa cosa nasce, secondo me, perchè a volte gli adulti investiti istituzionalmente nel ruolo di educatori, si identificano in ciò che sanno e non in ciò che sono e, siccome ciò che sanno è sempre una minima parte della conoscenza in rapporto al tutto, tolto quel poco, ahimè, rimane il vuoto.


La casistica che ho maturato negli anni di questa specifica ottusità è varia, ma la chiusura che mi infastidisce di più, della quale non trovo nessuna giustificazione, è quella degli insegnanti di materie letterarie che rendono la loro disciplina in "cose da sapere" e non in "cose per crescere", dimenticando che, ciò che hanno studiato per diventare tali, non è altro che lo specchio dell'umanità. E comunque, senza vantare particolare perspicacia intellettuale,  basterebbe aver letto bene "I Promessi Sposi".

***

[dialogo che non ha stretta e diretta relazione con il precedente.]

Stamattina entro in classe: 
"Buongiorno" 
silenzio 
"Buongiorno, non è un buongiorno?" 
risposta stud:
"No"
Io:
"Cos'è successo"
stud:
"A., un sacchetto di plastica".

domenica 10 aprile 2011

Quello che vuole la tecnologia

Quello che vuole la tecnologiaQuello che vuole la tecnologia by Kevin Kelly

My rating: 3 of 5 stars


Troppo lungo e dispersivo. Alcuni contenuti sono interessanti ed originali ma si perdono in descrizioni prolisse e ripetitive. Peccato: avrei preferito che puntualizzasse sul rapporto con le nuove tecnologie che non riferirsi al bisnonno di Adamo ed Eva ad ogni occasione. E poi si dimentica di Galileo.
Sull'argomento mi è piaciuto molto di più Psiche e techne, altro spessore.



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venerdì 8 aprile 2011

Restituiscimi il cappotto

Restituiscimi il cappottoRestituiscimi il cappotto by Adrián N. Bravi

My rating: 5 of 5 stars


Non so se faccio bene a scomodare R.L. Stevenson con "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" ed H.Hesse con "Narciso e Boccadoro", ma questo breve romanzo di Bravi aggiunge un'altra versione dicotomica alle "mitosi" del sè che, a differenza della sua accezione strettamente biologica, determina la convivenza di due parti così disuguali e antagoniste, da sfiorare la personalità schizoide.

L'oggetto del contendere fra le due metà è un cappotto che assume, per voce di una sola, significati protettivi per entrambe, quasi che ciascuna avesse bisogno di un'alibi per affermarsi sull'altra. Ma il cappotto è uno e unico.

Leggerlo mi ha provocato una forte commozione perchè l'abilità dell'autore è riuscita a sviluppare l'argomento con un monologo che gioca con la situazione di conflitto iteriore, ma non abbandona mai il sentimento di bene, seppur critico, verso la controparte muta. Bravo ;)


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mercoledì 6 aprile 2011

Il catalogo ACME

Il catalogo AcmeIl catalogo Acme by Charles Carney

My rating: 5 of 5 stars


Simpaticissimo. Ho già ordinato le "Molle da scarpa" e "l'incudine", perchè è un classico :D


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domenica 3 aprile 2011

Marcovalda 2000


My rating: 5 of 5 stars


Gli scarafaggi del caffè sono gli unici protagonisti del racconto felici di mangiare il "loro" budino con voracità e piacere. Tutti gli altri lo trangugiano: giù per l'esofago senza passare per i recettori del gusto. Marcovalda, invece, si accorge del sapore, che assomiglia sempre di più alla puntura di un'ape sul ginocchio.

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