giovedì 15 dicembre 2011

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

My rating: 5 of 5 stars

Philip K. Dick costringe a fare letture geometriche. In "La svastica sul sole" per piani paralleli, invece, in "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" si deve procedere in orizzontale, poi in verticale e se non bastasse anche in diagonale.

Orizzontale: ci sono uomini e i loro animali che rappresentano solo uno status symbol, per loro gli umani non provano nessun sentimento affettuoso. Poi ci sono gli androidi e gli animali meccanici, questi ultimi sostituiscono quelli vivi ma non bisogna farlo sapere in giro, ne va della propria considerazione sociale.

Verticale: umani ed androidi si differenziano per la mancanza di empatia di questi ultimi, ma poi non è nemmeno tanto vero; un sentimento l'androide lo percepisce e si vendica. Gli umani percepiscono empatia se si attaccano ad una macchina: il modulatore di umore Penfield.

Diagonale 1: l'umano maschio ha un rapporto con un androide femmina e da quel momento non distingue più i ruoli, entra in stato confusionale.

Diagonale 2: l'umano donna si accorge che un animale è finto ma, come per l'uomo con l'androide, ribalta la propria percezione e decide di prendersene cura come se fosse vero.

Altri segmenti di sezione o raccordo sparsi qua e là: dove inizia e dove finisce il limite tra uomo e macchina, tra il finto e il vero? Cosa passa dall'una all'altra entità? Si può parlare di empatia tra formazioni così diverse ma che si assomigliano così tanto, forse troppo?

Prossimamente riguarderò "Balde Runner" che, da quel che ricordo, del romanzo "Ma gli androidi..." ha poco e affronta solo in parte la tematica complessa, così come raccontata nel libro.
Aggiornerò con ulteriori considerazioni.

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