domenica 27 novembre 2011

Il pensiero obliquo

Il pensiero obliquo

My rating: 3 of 5 stars

Per spiegare il pensiero obliquo l'autore ricorre spesso a confronti con lo sport:

Ed Smith, giocatore di cricket e scrittore, esprime questo concetto molto bene: "Non dico che lo sviluppo personale sia più importante della vittoria; al contrario, dico che godere del viaggio alla scoperta di sé, rimuovendo parte della pressione e delle angosce associate alla vittoria a tutti i costi, aiuta a vincere più spesso".

Bob Rotella autore di 'Golf is not a Game of Perfect' spiega che si può riuscire a fare un buono swing soltanto se non ci si pensa. Rotella ha fatto carriera convincendo il pubblico che questo principio non vale solo per il golf, ma ha un'applicazione molto più ampia.

E così Beckam quando tira in porta non fa prima calcoli differenziali, tira perché ha inconsapevolmente fatto una serie di valutazioni frutto della sua esperienza, che gli fa presumere che probabilmente sarà un goal .

Ecco, questo è il pensiero obliquo. Processi decisionali che sono presi in modo eclettico e pragmatico perché le condizioni sono così complesse che un'analisi razionale non consente di avere tutte le variabili sotto controllo, anzi è questa presunzione di totale controllo che induce a fare errori madornali.

Kay ripropone in questo libro quello che già avevo trovato in Do The Work, ma con una forma un po' più attorcigliata anche se più analitica.
Ho ricopiato una tabella interessante che mette in parallelo il pensiero lineare con quello obliquo su alcuni punti chiave come: obiettivi e traguardi, interazione, complessità, problemi incompleti e pervasi da incertezza, astrazione, intenzionalità, confronto limitato, informazione, eclettismo, adattamento, esperienza, direzione, coerenza, razionalità del processo, che mostrano l'approccio diverso alla soluzione dei problemi. Potrebbe tornarmi utile.



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