sabato 17 settembre 2011

"Sopporta, cuore..." La scelta di Ulisse



My rating: 4 of 5 stars

Questo saggio della Cantarella analizza i personaggi, gli eroi dei poemi omerici, per evidenziare il passaggio psicologico dalla indeterminatezza di sè alla volontarietà delle proprie azioni. Trasformazione, questa, che avviene con una valutazione del proprio corpo nella propria interezza ed unitarietà, con il cambiamento da una "cultura della vergogna" ad una "cultura di colpa", con la distinzione tra colpe involontarie e volontarie, cioè se dipendono ancora dalle decisioni degli dei, dalle proprie pulsioni emotive o se sono frutto di azioni coscienti.

Ulisse è appunto l'uomo nuovo che sa trattenersi dall'ira ed agisce con la furbizia, il ragionamento strategico, per salvare sè ed i suoi compagni da Polifemo.

"Sopporta, cuore: più atroce pena subisti il giorno che l'indomabile, pazzo Ciclope mangiava i miei compagni gagliardi, e tu subisti, fin che l'astuzia ti liberò da quell'antro, che già di morire credevi". (Odissea)

Non solo: ritornato ad Itaca e preso da furore si vendicherà brutalmente contro i Proci ma saprà anche fare giustizia ponderata nei confronti dei suoi servi: chi si sarà comportato fedelmente avrà salva la vita.

L'autrice, con precisi riferimenti, descrive minuziosamente, anche con il significato etimologico e dinamico del linguaggio in uso, un passaggio antropologico molto complesso dove anche personaggi come Achille ed Elena, che sono quelli più in balia delle forze divine, riescono a prendere posizioni del tutto autonome.

Interessantissimo.



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