martedì 2 agosto 2011

Pensare con l'errore. Il bersaglio mobile della conoscenza

Pensare con l'errore. Il bersaglio mobile della conoscenza


My rating: 5 of 5 stars


Ho approcciato a questo testo per l'interesse che mi ha suscitato il titolo perché considero l'errore una componente fondamentale dell'apprendimento. Non a caso, nel momento in cui l'ho inserito in libreria ho dato come tag "scienze motorie", intuendo come il corpo sia coinvolto nelle fasi di elaborazione degli stimoli esterni ed interni che ci permettono di prendere decisioni delle nostre azioni che, lungi dall'essere perfette, sono tanto più efficaci quanto il processo stocastico -prendere la mira- è supportato dalla probabilità dell'errore. Più probabile l'errore, più si avvicina la verità. E' il nostro sbaglio dunque a misurare il grado di verità, perché questa resterà sconosciuta comunque.

Agire vuol dire indovinare, cioè intuire probabilità statistiche di ordine qualitativo: Peirce sposta l'apprendimento dalla formulazione logico-linguistica al coinvolgimento di tutto l'organismo, che risponde alle proprie inferenze emotive (la sensazione che la reazione sia quella giusta).

L'autrice argomenta in forma molto più complessa ed articolata questi concetti avvalendosi di riferimenti a studi di scienze cognitive, statistiche, filosofiche ed in particolare sono interessanti i capitoli in cui analizza la contrapposizione tra modelli cognitivi diversi come nel caso dello studio de I Ching, che corrisponde alla massima dinamicità inferenziale tra ambiente e pensiero e quella di Santa Caterina da Siena e Don Chisciotte chiusi nelle loro proiezioni caratterizzate da fissità astratta ed avulsa dal contesto.



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