giovedì 29 luglio 2010

Isole: II parte

Nel gioco del golf essere stupidi non è indispensabile, ma aiuta. Verissimo: non avere pensieri coscienti permette di non creare sovrastrutture corticali che impediscono la corretta interazione dei quarantasette accorgimenti posturali necessari e indispensabili per tirare la pallina. Per questo è uno sport da ricchi, non ché tutti i ricchi siano stupidi, ma perchè non devi pensare alla cena da preparare, ai bambini da ritirare a scuola, alla lavatrice rotta.
Questa settimana ho fatto la ricca scendendo in campo con la mente libera, spazzata dal venticello irlandese umidiccio e a tratti, pochi, intiepidita da sprazzi di sole che accende tutto di verde brillante.

E quelle quarantasette cose da incastrare se la sono cavata da sè, senza il mio intervento diretto, solo un po' sul grip finchè il bastone diventa un tutt'uno con il corpo, ma le mani ormai sono capaci di trovare la posizione millimetrica sull'impugnatura con l'indirizzo esclusivo del cervelletto, grande coordinatore silente.

Legni perfetti: 3W da 180-200 m. senza forzare [ma perchè hai lasciato a casa il drive?], buoni approcci con 6-7-8-9, un po' meno con il pitch [ma perchè con questo ferro non ti alleni anche a casa, eh?]. Sul green putt istintivi, senza riposizionare la palla ed orientarla, efficaci senza essere cerebrali.

Il momento che mi dà maggior soddisfazione è il finish in cui sono attorcigliata come una trottola, in equilibrio sulla parte esterna del piede sinistro e il bastone orizzontale sulle spalle. Sto ferma qualche secondo, vedo partire la fiondata e mi gusto la traiettoria. Potrebbero inventare tornei di stile. :-)

Gli irlandesi sono molto gentili anche se, da buoni isolani, ti fanno lo scanning: ma chi è questa, che ci fa qui, come gioca e soprattutto quanti figli ha? Poi sbirciano dalla buca parallela, ti invitano a far parte del gruppo e si continua insieme facendosi delle sonore risate e complimenti reciproci. Il gusto del gioco. Le parole più ricorrenti sono : enjoy, lovely swing, nice shot. La voce si sparge, i geenkeeper mi regalano palline, il Pro mi guarda e sorride.

Alla club house arrivo con una famona da vampira, mi siedo, ordino salmone e mi rendo conto di cosa sia un Twitter. Due Signore anziare almeno sopra la settantina stanno cinguettando, alternano toni sommessi e risatine acute bevendo vino rosso. Chiudo gli occhi e potrei essere sotto un albero ad ascoltare uccellini di diverse specie che se la raccontano. Cerco di captare qualche parola, ma sono molto abili nel non far percepire l'oggetto della conversazione. Scatto loro una foto di straforo con colpetto di tosse al click. Questo succede al Malahide Golf Club il martedì: Ladies day, solo donne. Fantastico.

sabato 17 luglio 2010

Isole: I parte

Test: vivere in una Quechua 3" per dieci giorni ed arrampicarsi come una capra sulle scogliere e su irti e graffianti pendii mi permette di capire se sarò in grado di affrontare un altro anno scolatico.
Ebbene sì, ce la posso fare.

Nexus 6: i bambini nordici dai capelli albini tagliati a spazzola mi inquietano; da grandi diventano, nella migliore delle ipotesi, come l'olandese russante della tenda accanto.

Bikini: guardandomi l'addome con occhio plicometrico mi accorgo improvvisamente dove sono finiti i Ritter Sport gianduia divorati l'inverno scorso. Provvedere allo spianamento del filo e dico filo, di pancetta.

Sogno premonitore: le lancette del mio orologio ruotano normalmente. Problema: si è messo a girare anche il
quadrante. L'inversione della polarità terrestre è vicina.

Fromages: entrare in un negozio di formaggi in Francia mi dà lo stesso senso di impotenza e smarrimento che ha provato Italo Calvino in "Palomar".

Lago incantato: al campo da golf "Reginu" colpisci la palla, la segui in volo, la vedi atterrare ed anche rotolare, sei convinta di aver fatto un gran tiro di quelli che la play station ti sottolinea con un "nice shot" + applauso. Ti avvii pensando già a quale bastone usare per mandarla in green ma...ma dove cavolo è finita?
Ormai sono convinta che il laghetto della sei non sia altro che un buco nero e che da qualsiasi tee si parta, le palline siano inesorabilmente attratte nel suo gorgo.


domenica 11 luglio 2010

Tanka - 6 -

martedì 6 luglio 2010

MORR9J002

Sembra la scritta sulle magliette della Banda Bassotti, invece è il codice della commissione d'Esame di Stato alla quale ho partecipato come Presidente a Sasssuolo, in provincia di Modena.
La scuola è il Don Magnani, un IPSIA, ovvero Istituto Professionale per L'Industria e l'Artigianato. Le classi che mi sono state affidate hanno un indirizzo di Tecnici dei Processi Ceramici e Tecnici per l'Industria Elettrica: ragazzi e ragazze che hanno voglia di fare, che si esprimono meglio con i prodotti che realizzano piuttosto che con le parole. Ma in fondo che importa: quando camminerai sui pavimenti o accenderai l'interruttore di casa, dietro tutto questo ci saranno loro. Guarda cosa sanno fare:




Ai colleghi commissari: Paola, Valeria, Chiara, Tatiana, Angelo, Stefano, Maurizio, Alessandro,Filippo e Francesco, che reputo degli angeli perchè tra tutti sono quelli che lavorano nelle condizioni didattiche più difficili, più bravi di tanti professori liceali a cui farebbe bene una full immersion in queste scuole, dedico parte della mia relazione all'INVALSI.

"Segnalo in positivo l’atteggiamento costruttivo e fortemente professionale dei docenti, in particolar modo dei precari che, nonostante subiscano le conseguenze a loro sfavorevoli del riordino della secondaria superiore, hanno dimostrato attaccamento e senso di appartenenza alle Istituzioni. Tutti hanno svolto un lavoro estremamente delicato e difficile per la capacità di correlare tra loro numerose variabili valutative ben oltre le competenze strettamente disciplinari, come spesso è richiesto in questa tipologia di indirizzo di studio."

Un mio caloroso grazie alla dirigenza e al personale ATA del Don Magnani. ;-)