domenica 12 settembre 2010

Rally di Fosdinovo

Venerdì: parto con calma dopo lo studio del percorso del valicamento appenninico che attraversa la provincia di Modena e sfocia in quella di Lucca. Poco dopo Castellarano indosso i guanti da guida; il Giugno scorso mi chiedevo dove avrebbe portato la strada che interrompevo per fermarmi davanti alla scuola. Inizia il tratto in salita, prima dolce poi via via sempre più ripido. Le prime curve sono un po' maldestre così mi impongo di usare il pedale del freno il meno possibile e di sensibilizzarmi sulle marce, seconda terza, terza seconda, e così per due ore con le mani ferme sul  volante o morbide quando scivola al ritorno. Metto in automatico la CPU per attaccare i tornanti con la  traiettoria adeguata e alla giusta velocità, intanto la RAM capta le radure, boschetti e gli interminabili tunnel di piante altissime che, vicino al Passo delle Radici, disegnano un paesaggio quasi alpino. I pensieri vanno a random e, se diventano insistenti,  acquistano spazi nella ROM. 
Mi fermo per scattare una foto scambiando un paio di parole con un motociclista che fa il tragitto inverso al mio. Che tempo fa giù a Modena? Non male, sembra stia migliorando, le nuvole si stanno diradando. E dall'altra parte? Bene, bene, c'è il sole. 
Incrocio solo una decina di auto, nessun camion; solo vicino alla Garfagnana mi precede un trattore che rimorchia legna da ardere. Sorpasso e attraverso questa zona che ho sentito nominare ma che non ho mai avuto occasione di visitare, sempre per quella dannata mania di prendere l'autostrada che non dà il senso del viaggio, della scoperta, la percezione di dove ci si trovi e il divertimento della guida. Arrivo a destinazione nel pomeriggio e salgo verso il Castello di Fosdinovo.

Venerdì - Sabato - Domenica: partecipo all'e-bookfest ma dei libri ne parlerò in altra sede. Voglio invece raccontare delle persone. Entro in una sala ed incontro Andreas. Sono almeno tre anni che non ci vediamo, ogni tanto ci scambiamo battute sui SN, ci si legge. Mi riconosci? Sì, sei quella dei braccialetti. [l'avevo dimenticato :-)] Antonio è seduto e mi chiama, io, per effetto della luce non lo metto subito a fuoco ma poi ci salutiamo calorosamente e scambiamo quattro chiacchere. Sento da una voce femminile pronunciare il mio nome ma non riconosco subito Maria Grazia per il semplice motivo che non l'ho mai vista prima e non realizzo che è la persona con la quale ho scambiato spesso tante opinioni. E così per altri che avevo già avuto occasione di incontrare ed altri ancora che vedo finalmente nella realtà fisica.
Non è indispensabile che quando si intrecciano rapporti on-line ci si incontri ma, come lo è stato tre anni fa, vedersi fa bene, ci si guarda negli occhi e ci si sorride, si ascolta la voce perchè così quando si è lontani è più facile immaginarsi persone complesse e ricche dei rispettivi segnali simbolici.

Domenica: ultima tavola rotonda poi riparto verso casa. Questa volta scelgo il passo del Cerreto che mi porta da Massa Carrara a Reggio Emilia E' una volata, la strada è larga, sempre libera, incrocio soprattutto centauri nelle due direzioni e ancora mi diverto a guidare tanto che mi sembra, scivolando verso il basso ,di provare la stessa sensazione della vela.
Entro in San Giovanni del Dosso dallo Stradone Imperiale. Mi chiedo se il tecnico dell'esercito napoleonico che ha progettato e realizzato questa strada, rimasta bianca,  l'abbia fatta solo per me.

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